Attualità
6 Luglio 2026
Il bilancio 2025 della relazione regionale evidenzia per il territorio ferrarese l'assenza di casi segnalati, ma conferma l'aumento del disagio psicologico tra i giovani a livello emiliano-romagnolo

Ferrara, 84 minori stranieri soli accolti e zero segnalazioni alla Garante per l’infanzia

di Redazione | 3 min

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La provincia di Ferrara non ha registrato alcuna segnalazione alla Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza nel corso del 2025, ma resta coinvolta nelle principali criticità che interessano il mondo dei minori in Emilia-Romagna, a partire dal crescente disagio psicologico e dal calo delle nascite. È quanto emerge dalla relazione annuale della Garante Claudia Giudici, illustrata in Commissione Parità dell’Assemblea legislativa regionale.

Tra i dati che riguardano direttamente il territorio ferrarese spicca l’assenza di segnalazioni per l’anno appena trascorso. A fronte delle 43 richieste di intervento ricevute complessivamente dalla Garante in Emilia-Romagna, Ferrara, insieme a Ravenna e Rimini, è infatti tra le province che non hanno fatto registrare alcun caso. La maggior parte delle segnalazioni si concentra invece su Bologna, con 32 casi, seguita da Reggio Emilia e Modena.

Diversa la situazione sul fronte dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Nel 2025 Ferrara ospita 84 ragazzi, collocandosi nella parte centrale della graduatoria regionale guidata da Bologna con 380 presenze. Complessivamente in Emilia-Romagna i minori stranieri soli accolti sono 1.156, in diminuzione di 291 unità rispetto all’anno precedente, pari al 7,5% del totale nazionale.

La relazione, tuttavia, mette soprattutto in evidenza un fenomeno che interessa l’intero territorio regionale e che desta crescente preoccupazione: il forte aumento del disagio psicologico tra bambini e adolescenti. Negli ultimi dieci anni gli accessi ai servizi di Neuropsichiatria infantile sono cresciuti del 73,3%, con un incremento che raggiunge il 192% nella fascia d’età compresa tra i 13 e i 17 anni. Parallelamente, secondo il rapporto 2024 dell’Agenzia italiana del farmaco, sono state utilizzate 43,7 confezioni di psicofarmaci ogni mille minori, con un aumento del 9% rispetto all’anno precedente.

Accanto a questi elementi di criticità, il quadro regionale presenta anche indicatori positivi. L’Emilia-Romagna continua infatti a collocarsi sopra la media nazionale per quanto riguarda i servizi dedicati all’infanzia e alle opportunità educative: il 32,4% dei bambini frequenta i servizi comunali per la prima infanzia, quasi il doppio rispetto alla media italiana; il 94% dei bambini tra i 4 e i 5 anni partecipa alle attività scolastiche; il 61% dei ragazzi legge abitualmente libri e il 62,6% pratica attività sportiva.

Resta invece aperta la questione demografica. Anche nel 2025 è proseguito il calo delle nascite iniziato nel 2010: in Emilia-Romagna i nuovi nati sono diminuiti del 3,7% rispetto al 2024.

Nel dibattito seguito alla presentazione della relazione sono emerse diverse priorità. La presidente della Commissione, Elena Carletti, ha definito il documento «ricco di spunti e criticità» utili al lavoro dell’Assemblea legislativa. Tra i consiglieri è stato ribadito il valore della prevenzione, del sostegno alla scuola, dell’educazione all’affettività e dell’attenzione ai temi della salute mentale, considerati tra le principali sfide per le nuove generazioni.

La Garante ha infine ricordato come il proprio ruolo vada oltre la gestione delle singole segnalazioni, configurandosi come un osservatorio permanente capace di intercettare fenomeni emergenti e criticità sociali prima che assumano dimensioni strutturali, attraverso il confronto costante con istituzioni, servizi territoriali e realtà del Terzo settore.

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