Politica
30 Giugno 2026
Dibattito acceso sulla mozione che chiedeva il ritiro dell'adesione del Comune di Ferrara alla rete delle "Città Identitarie". Al centro del confronto il ruolo di Italo Balbo e i finanziamenti comunali all'iniziativa

Città Identitarie, scontro in Consiglio: la minoranza chiede di lasciare la Fondazione

di Redazione | 4 min

Leggi anche

La favoletta del gerarca aviatore

Che spettacolo di coraggio questa amministrazione comunale. Vogliono così tanto riabilitare Italo Balbo che, non avendo gli attributi per farlo a viso aperto, si sono inventati un equilibrismo retorico che fa francamente ridere

Gianella (FdI): “Garantire modalità di ritiro referti più flessibili a Villa Verde di Cento”

Garantire modalità di ritiro dei referti istologici più flessibili, accessibili e rispettose dei tempi di vita e di lavoro per i pazienti di Villa Verde di Cento (Ferrara). È l’oggetto di un’interrogazione di Fausto Gianella (Fratelli d’Italia) che sollecita la Regione a promuovere, nel rispetto delle competenze dell’Ausl di Ferrara, una revisione delle procedure organizzative

Tentato omicidio al Doro, colpita con quindici martellate dalla coinquilina

Avrebbe sferrato quindici colpi di martello alla coinquilina. È quanto sarebbe accaduto nella mattinata di lunedì 29 giugno in un appartamento al quinto piano di un condominio popolare al civico 119 di via Salvador Allende al Doro, dove una donna 40enne di nazionalità nigeriana è stata fermata per tentato omicidio

Opposizione e maggioranza si scontrano sulla figura di Italo Balbo e sulla sua presentazione che ne verrà fatta al Festival delle “Città identitarie” che si terrà in città dal 2 al 5 luglio. Per i primi il problema risiede nella “celebrazione” che verrebbe fata del gerarca fascista mentre i secondi rifiutano questa ricostruzione pur ricordando, come fa Francesco Rendine (Civica Fabbri), che “ha fatto tantissimo per Ferrara e per il buon nome dell’Italia”.

È stata respinta, durante il Consiglio comunale del 29 luglio, la mozione presentata dai gruppi di minoranza che chiedeva al Comune di Ferrara di ritirare l’adesione alla rete nazionale delle “Città Identitarie” e alla Fondazione promossa dall’associazione CulturaIdentità, oltre a interrompere i finanziamenti destinati al Festival. I voti favorevoli sono stati 12 mentre quelli contrari 17.

A presentare la mozione è stato Leonardo Fiorentini (Civica Anselmo), che ha spiegato come l’atto nasca “in risposta a una scelta politica precisa che avevamo già contestato in sede di bilancio, quando sono stati investiti 60mila euro”. Secondo il consigliere “non discutiamo il diritto di organizzare iniziative culturali, ma un’adesione che non è neutrale: è un progetto politico e culturale che trasforma l’identità in ideologia”. Fiorentini ha contestato anche il modo in cui il Festival presenta Italo Balbo: “Studiare Balbo è necessario. Celebrarlo separando con il bisturi le imprese aviatorie dallo squadrismo significa falsificare la storia”. E ha aggiunto: “Non chiediamo di cancellare la storia, ma di raccontarla tutta, senza omissioni, edulcorazioni o propaganda”.

Sulla stessa linea Davide Nanni (Pd), che ha definito l’iniziativa “una scelta politica oltraggiosa per questa città”, contestando il contributo comunale di oltre 30mila euro che si somma a quello altrettanto corposo arrivato dal Governo Meloni. “Sono soldi di tutti i contribuenti spesi per finanziare un’iniziativa che racconta Italo Balbo con toni fortemente celebrativi”, ha detto. Nanni ricorda come “Balbo ebbe un ruolo centrale nello squadrismo e rimase fino alla morte servitore fedele di un regime violento”. Da qui il richiamo ad altre figure simbolo della città: “Biagio Rossetti, Giorgio Bassani, Florestano Vancini hanno reso grande Ferrara, non Balbo, che deve essere consegnato alla storia, non celebrato”.

Molto critico anche l’intervento di Marzia Marchi (M5S). La pentastellata nota come, dal suo punto di vista, per l’amministrazione, “evidentemente l’orgoglio di essere ferraresi passa per il Fascismo”.

La replica della maggioranza è stata affidata, tra gli altri, ad Andrea Ferrari (Fratelli d’Italia), che ha parlato di “una polemica alimentata da letture ideologiche”. “Non è serio – ha affermato – giudicare un evento culturale senza averne letto il programma”. Secondo Ferrari “l’adesione alla Fondazione non è un capriccio ideologico, ma la volontà di inserire Ferrara in un progetto dedicato alle figure che, nel bene e nel male, hanno fatto la storia della città”. Pur riconoscendo che “nessuno mette in dubbio le responsabilità di Italo Balbo”, ha sostenuto che “la storia non si scrive censurando i personaggi, ma studiandoli”. Ribadisce come l’antifascismo sia “una valore condiviso” e come queste “pagine debbano essere ricordate con chiarezza”.

Nella replica, Fiorentini è tornato sul concetto di identità: “Non indica una fortezza chiusa ma una relazione”, citando il pensiero di Alex Langer. E ha ribadito le critiche all’utilizzo delle risorse pubbliche: “Sessantamila euro per tre eventi significano ventimila euro a iniziativa”.

Per la Civica Alan Fabbri Sindaco è intervenuto Francesco Rendine, secondo il quale “la parola fascista viene utilizzata a sproposito e troppo spesso dalla sinistra più becera”. Ha sostenuto che Balbo “ha fatto tantissimo per Ferrara e per il buon nome dell’Italia” sostenendo che “a quel tempo erano tutti fascisti”. Ha quindi invitato l’opposizione a “liberarsi il cuore dall’astio per cose che non ci sono più”.

Di segno opposto l’intervento di Anna Zonari, che ha respinto la ricostruzione della maggioranza e in particolare di Rendine: “Siamo arrivati al ‘tutto sommato era un bravo ragazzo'”. Ha ricordato che “non erano tutti fascisti” citando i tanti antifascisti, “proprio per liberare Ferrara da quel mondo Balbo creò lo squadrismo”. Per la consigliera il punto non è tanto storico, “ma la cornice in cui si colloca” l’evento, perché “un festival celebra”.

A chiudere il confronto è stato il vicesindaco Alessandro Balboni, che ha parlato di “ricostruzione fantasiosa” e di “un processo alle intenzioni” fatto “ancor prima di leggere il programma. “Non c’è alcuna funzione apologetica o riabilitativa e non emergerà alcuna nostalgia”, ha assicurato, sostenendo che “se questo festival lo avesse organizzato Tagliani si sarebbero (le opposizioni, ndr) spellati le mani dagli applausi”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com