Che spettacolo di coraggio questa amministrazione comunale. Vogliono così tanto riabilitare Italo Balbo che, non avendo gli attributi per farlo a viso aperto, si sono inventati un equilibrismo retorico che fa francamente ridere.
Nel programma del festival lo definiscono un uomo “molto discusso per la sua adesione al Fascismo”. Molto discusso. Come se il povero Italo si fosse iscritto al partito per sbaglio o per distrazione, mentre passava di lì pensando solo alle nuvole e agli aeroplani.
L’assessore alla Cultura dichiara persino di essere felice di promuovere un evento per “guidare alla scoperta dei maestri che un tempo camminavano per le strade della nostra città”. Peccato che per noi uno di questi maestri sia Giacomo Matteotti, che quando venne a Ferrara come segretario della Camera del Lavoro fu aggredito e pestato brutalmente dai fascisti lungo tutto il percorso dalla stazione fino alla sede del sindacato. Ma questo maestro le strade di Ferrara le ha bagnate di sangue, non certo per colpa del destino cinico e baro, ma per mano di chi comandava quelle squadracce.
È ridicolo vedere come l’assessorato glissi con una codardia impressionante sulla realtà storica, trasformando il ras dello squadrismo in un innocuo boy scout dei cieli. Hanno una paura matta di ricordare che il loro “maestro” fu reclutato dagli agrari locali, che lo pagarono e finanziarono lo squadrismo con fiumi di denaro, camion e armi per esportare il terrore. Perché Balbo non ha devastato solo la nostra provincia: le sue spedizioni punitive partivano da Ferrara per andare a incendiare, picchiare e uccidere a Ravenna, a Bologna, a Modena, terrorizzando mezza regione per distruggere con la violenza le leghe dei braccianti e ogni forma di democrazia.
Fingono di dimenticare che Balbo è stato il comandante e il responsabile politico di una scia di sangue impressionante fatta di roghi di sedi operaie, distruzioni, decine di omicidi nel ferrarese e nel ravennate, e l’assassinio di don Giovanni Minzoni.
Ma certo, queste sono cose vecchie che rovinano la festa. Meglio venderlo ai giovani come un pioniere del volo, un influencer dell’aria che ha fatto sognare il mondo.
Se questa destra locale vuole davvero fare la rivoluzione identitaria ed esaltare quel passato, dovrebbe almeno avere la decenza di farlo senza nascondersi dietro un’elica.
Che pena.
Usb Ferrara
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