Attualità
25 Giugno 2026
Ferrara premiata per il recupero sostenibile dell'ex Casa dei Polli. L'assessora Coletti: "Simbolo di rigenerazione urbana che coniuga tutela della storia, innovazione e sviluppo del territorio"

Casa dell’Ortolano, consegnata la certificazione internazionale Gbc Historic Building

di Redazione | 4 min

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Da luogo segnato dall’abbandono fino alla rinascita sancita da una riqualificazione di quasi 3 milioni di euro di risorse comunali, che ne ha fatto un simbolo di rigenerazione urbana della città, nel segno della sostenibilità. Da ex Casa dei Polli a Casa dell’Ortolano. La Casa dell’Ortolano ha ottenuto ufficialmente la certificazione internazionale GBC Historic Building, riconoscimento che attesta l’elevato livello di sostenibilità ambientale raggiunto nell’intervento di recupero e valorizzazione dell’antica corte colonica affacciata sul vallo delle Mura di Ferrara.

La consegna della certificazione è avvenuta questa mattina, proprio alla Casa dell’Ortolano, nell’ambito di un convegno promosso dal Green Building Council Italia, con il supporto della sua sezione territoriale Chapter Emilia-Romagna. Il riconoscimento ottenuto è un traguardo di un percorso in cui l’Amministrazione comunale ha fortemente creduto con l’obiettivo di restituire alla collettività un luogo storico, trasformando un edificio degradato in un centro ricettivo, turistico e didattico capace di coniugare valorizzazione del patrimonio, innovazione e rispetto per l’ambiente.

La certificazione GBC-HB livello Argento è stata consegnata all’assessore al Patrimonio del Comune di Ferrara, Cristina Coletti. “Questa certificazione – ha dichiarato l’assessore Coletti – rappresenta un riconoscimento prestigioso che premia una scelta precisa dell’Amministrazione: investire nel recupero sostenibile del patrimonio pubblico, restituendo valore a luoghi identitari della nostra città. La Casa dell’Ortolano di oggi, per intuizione e volontà del Sindaco stesso, è diventata, tramite un investimento di circa 3 milioni di euro di risorse comunali, e con la collaborazione di imprenditori locali, un luogo dedicato all’ospitalità, al cicloturismo, alla promozione della nostra cucina e alla valorizzazione del territorio. Un luogo che conserva la propria anima storica ma che è stato ripensato per vivere nel presente. Questo risultato dimostra quanto la sinergia tra pubblico e privato possa produrre risultati di qualità: il Comune ha creduto e investito nel recupero dell’immobile, mentre gli operatori che oggi lo gestiscono ne garantiscono vitalità e piena valorizzazione. Grazie al Servizio Beni Monumentali e Patrimonio del Comune di Ferrara, ai progettisti, ai professionisti e agli operatori che hanno reso possibile tale rinascita”.

Il progetto architettonico è stato elaborato all’interno del Servizio Beni Monumentali e Patrimonio del Comune di Ferrara dagli architetti Natascia Frasson, Federica Tartari – a cui è stata affidata la direzione dei lavori – e Raffaela Vitale. Il progetto e la direzione operativa strutturale sono stati seguiti dall’ingegnere Eugenio Artioli, mentre il progetto e direttore operativo di impianti e sicurezza è stato l’ingegnere Marcello Albani (entrambi dello Studio Binario Lab con il supporto dell’architetto Cristiano Ferrari per il protocollo GBC).

Il progetto ha visto, inoltre, la collaborazione dell’ATI con capogruppo Costruzioni Generali Zoldan e mandante Navarra Srl di Roma per i lavori agli immobili, Geo Costruzioni Srl di Tresignana per le opere esterne, Tecnoelettra di Ferrara per gli impianti, Roverati Giardini di Ferrara per le opere a verde, Incotrade di Padova per gli arredi.

L’intervento ha interessato un’area complessiva di circa 3.250 metri quadrati, con un investimento comunale di quasi 3 milioni di euro.

Nonostante alcune gravi condizioni strutturali in cui versavano gli edifici, è stato perseguito il principio della massima conservazione possibile dell’esistente a valorizzazione della storicità dell’immobile. Sono stati recuperati e riutilizzati i mattoni provenienti dalle porzioni crollate, i coppi originali delle coperture e le tavelle utilizzate per le pavimentazioni della stalla, preservando così il carattere autentico del complesso rurale. Particolare attenzione è stata riservata alla sostenibilità attraverso l’impiego di materiali a basso impatto ambientale. Tra questi, contropareti in argilla cruda e intercapedini isolate con pannelli in fibra di canapa, capaci di garantire elevati livelli di comfort termoigrometrico dei locali. Il cantiere ha riguardato anche la realizzazione di allacciamenti di acqua, luce e fibre, di cui la struttura era sprovvista.

Così, oggi, la Casa dell’Ortolano ospita una struttura ricettiva per complessivi 11 posti letto, un ristorante, una sala attrezzata per ospitare tutto l’anno incontri, conferenze ed iniziative pubbliche.

Nel corso della giornata è stata conferita la certificazione GBC-HB livello oro anche alla chiesa San Giovanni Battista di Denore, riaperta a gennaio 2025 dopo 13 anni di chiusura per i danni causati dal sisma.

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