Comacchio
23 Giugno 2026
Il focus del dossier di Goletta Verde sulle coste emiliano-romagnole richiama l'attenzione sul delicato ecosistema lagunare ferrarese. Dal 2010 al 2026 registrati 42 eventi meteo estremi lungo la costa regionale

Valli di Comacchio sotto pressione: Legambiente lancia l’allarme su mare che avanza e cambiamenti climatici

di Redazione | 3 min

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Comacchio. Le Valli di Comacchio sono sempre più esposte agli effetti della crisi climatica e dell’innalzamento del livello del mare. È uno dei temi che emergono dall’anteprima regionale del nuovo dossier nazionale “Spiagge. Gli impatti degli eventi meteo estremi e la gestione delle aree costiere italiane”, diffusa da Legambiente nell’ambito della tappa emiliano-romagnola di Goletta Verde.

Tra i focus dedicati ai territori costieri della regione, particolare attenzione viene riservata proprio alle Valli di Comacchio, considerate uno dei più importanti ecosistemi lagunari d’Italia e oggi uno dei luoghi simbolo delle sfide poste dai cambiamenti climatici.

Secondo Legambiente, negli ultimi decenni il Mare Adriatico ha registrato un progressivo aumento del livello delle acque, mentre il territorio vallivo continua a subire il fenomeno della subsidenza, ovvero il lento abbassamento del terreno. La combinazione di questi due fattori favorisce l’ingresso dell’acqua marina nelle aree interne, alterando gli equilibri ambientali e aumentando il rischio di allagamenti.

A preoccupare sono inoltre l’erosione delle spiagge e la crescente difficoltà nella gestione degli eventi meteorologici estremi. Le infrastrutture idrauliche esistenti, progettate in un contesto climatico differente da quello attuale, devono infatti confrontarsi con fenomeni sempre più intensi e frequenti.

Per affrontare queste criticità, vengono valutate diverse strategie di adattamento, tra cui il recupero delle zone umide e il riallagamento controllato di alcune aree agricole. Soluzioni che potrebbero contribuire sia a mitigare gli effetti dell’avanzata del mare sia a conservare la biodiversità di un ambiente unico nel panorama nazionale.

Le Valli di Comacchio diventano così un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per studiare possibili risposte ai cambiamenti climatici e ripensare il rapporto tra uomo, acqua e territorio.

Il quadro regionale delineato da Legambiente evidenzia come l’intera costa emiliano-romagnola sia sempre più vulnerabile agli eventi estremi. Dal 2010 al 2026 sono stati censiti 42 episodi meteorologici che hanno provocato danni nei 14 comuni costieri della regione. Il comune maggiormente colpito risulta essere Cesenatico, con undici eventi registrati, che collocano la località romagnola al quattordicesimo posto nella graduatoria nazionale dei comuni costieri più interessati da fenomeni estremi.

Accanto agli eventi meteo, il dossier richiama l’attenzione sul fenomeno dell’erosione costiera. Secondo gli ultimi dati Ispra, tra il 2006 e il 2020 il 32,3% della costa emiliano-romagnola risultava in arretramento.

“La crisi climatica, l’erosione delle coste e il consumo scellerato di suolo sono alcune delle cause degli eventi meteo estremi ai quali, purtroppo, ci stiamo abituando”, afferma Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde e responsabile energia di Legambiente, che chiede l’attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e la definizione di uno specifico piano dedicato alle coste.

Anche il direttore di Legambiente Emilia-Romagna, Francesco Occhipinti, sottolinea l’urgenza di interventi strutturali per tutelare territori che rappresentano una risorsa fondamentale non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico, per settori strategici come turismo e pesca.

I contenuti completi del dossier nazionale saranno diffusi da Legambiente il 27 giugno, mentre mercoledì 24 giugno a Cesenatico Goletta Verde presenterà i risultati del monitoraggio delle acque effettuato lungo la costa emiliano-romagnola.

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