Sono entrati nel vivo nella sede provvisoria del Museo di Storia Naturale di Ferrara i lavori per il “Piano Museale 2025 – Descrivere e digitalizzare il patrimonio culturale” della Regione Emilia-Romagna che il Museo di Storia Naturale di Ferrara si è aggiudicato nei mesi scorsi, con il progetto “Collezioni accessibili per la biodiversità e la cultura”.
Il Piano Museale 2025-2026 della Regione, finanziato ai sensi della Legge Regionale 18/2000, promuove una profonda trasformazione degli istituti culturali e dei musei pubblici del territorio per trasformarli in spazi inclusivi e tecnologicamente avanzati, con l’obiettivo finale di avvicinare i cittadini al patrimonio culturale, rendendo i musei veri e propri centri di coesione sociale.
“Il Museo di Storia Naturale di Ferrara custodisce un patrimonio immenso che supera il milione di reperti – afferma il Vicesindaco Alessandro Balboni -. Con questo progetto dimostriamo concretamente come la tecnologia e la digitalizzazione non siano concetti astratti, ma strumenti fondamentali per valorizzare il nostro passato e renderlo accessibile a tutti nel presente, dai ricercatori internazionali ai cittadini. Questa importante operazione si inserisce all’interno di un percorso di profondo rinnovamento strutturale e scientifico del Museo che abbiamo avviato con grande impegno. Non ci limitiamo a conservare la memoria storica e scientifica del territorio, ma la proiettiamo nel futuro, inserendo Ferrara in circuiti più avanzati e confermando la nostra città come un importante punto di riferimento per la tutela e la divulgazione della biodiversità”.

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Il Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara, fondato nel 1872, è il più importante museo naturalistico dell’Emilia-Romagna. Le sue collezioni ospitano reperti geologici, paleontologici, zoologici (animali Vertebrati e invertebrati) ed etnografici.
Le collezioni sono enormemente cresciute negli anni 2000, a seguito delle campagne di ricerca condotte dal Museo stesso e per l’acquisizione, per lo più per donazione, di estese e importanti raccolte naturalistiche legate al territorio regionale. I reperti sono adesso più di 1 milione, suddivisi in 37 raccolte.
Il Museo era già presente nel catalogo PatER, tuttavia sul portale il suo patrimonio finora era stato rappresentato soltanto da pochissimi reperti tratti dalla collezione etnografica, con la totale assenza di reperti naturalistici.
L’iniziativa consente quindi di ampliare e potenziare la presenza delle collezioni del Museo all’interno di PatER, il catalogo online del patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna, gestito dalla Regione, progettato per valorizzare, catalogare e connettere la memoria storica della regione.
In questo modo il Museo persegue l’obiettivo di valorizzare e dare visibilità al proprio patrimonio e in particolare alle collezioni zoologiche attraverso azioni di: ricognizione delle collezioni esistenti; scelta degli elementi di interesse prioritario per il catalogo Pat-ER secondo i criteri dell’ICCD Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione; realizzazione di documentazione fotografica per l’inserimento degli elementi nel catalogo Pat-ER; revisione delle determinazioni e della nomenclatura degli esemplari zoologici (tenendo conto, ove possibile, delle indicazioni fornite dal database EU-Nomen dell’Unione Europea); inserimento di numerose schede catalografiche in Pat-ER; divulgazione del progetto e dei risultati.
La piattaforma Pat-ER rappresenta uno strumento fondamentale per la conoscenza e la fruizione digitale del patrimonio regionale, permettendo a studiosi, professionisti e cittadini di esplorare musei, archivi, teatri, beni architettonici e siti di interesse contemporaneo, offrendo una visione d’insieme della storia e della cultura dell’Emilia-Romagna.
L’operazione rientra in una serie di azioni già intraprese a partire dal 2024 per rinnovare il Museo, la sua struttura, il suo percorso espositivo, garantendo la piena accessibilità degli spazi e delle esposizioni.
Attraverso questo progetto, il Museo rafforza il proprio impegno nella tutela, nella documentazione e nell’accessibilità del patrimonio naturalistico, favorendo una più ampia diffusione della conoscenza scientifica e culturale.
La realizzazione del progetto è in collaborazione con la società Dot Beyond e con il Dott. Marco Caselli Myotis. I costi di attuazione vengono interamente sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna.
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