Ostellato. Si è concluso con un bilancio che va ben oltre ogni più rosea aspettativa il Festival dedicato alla pace e alla cultura palestinese, svoltosi lo scorso fine settimana. Quattro giorni intensi di incontri, condivisione e mobilitazione che hanno visto transitare nell’area ristoro ben 500 persone, traducendo la partecipazione ideale in un sostegno concreto e tangibile.
Il motore trainante della manifestazione è stata la straordinaria risposta della comunità e la fitta rete di cooperazione tra le realtà del territorio provinciale. Gli organizzatori desiderano esprimere un profondo e sentito ringraziamento a tutte le associazioni partner – tra cui Anpi, Cgil, Usb, Movimento Tellurico e Sanitari per Gaza – il cui supporto politico, logistico e finanziario è stato fondamentale per blindare la sicurezza e la riuscita dell’intero evento.
Un ringraziamento istituzionale speciale va alla Sindaca di Ostellato Elena Rossi, per la sua costante vicinanza e per aver colto il valore profondo di questa iniziativa di solidarietà internazionale.
Il festival non è stato solo un momento di riflessione teorica, ma un esempio di militanza e condivisione. Ne sono l’emblema le figure di Michele Borgia, tra i fondatori di Freedom Flotilla Italia, e dell’attivista Elisabeth Di Luca. Giunti da lontano per offrire il proprio prezioso contributo, si sono messi a completa disposizione dell’organizzazione sin dal loro arrivo, rimboccandosi le maniche e aiutando fattivamente in ogni necessità pratica del festival: dalla distribuzione dei pasti alla sistemazione degli spazi e dei tavoli, incarnando lo spirito più puro e orizzontale della solidarietà.
Il cuore pulsante della tre giorni è stato rappresentato dai volontari, instancabili dietro le spine del bar, alla cassa e nella sala conferenze, capaci di gestire picchi di affluenza clamorosi con sorriso e precisione. A loro, così come ai relatori e a tutti i cittadini partecipanti che hanno riempito i tavoli e i dibattiti, va il merito di aver trasformato un’idea in una splendida realtà corale.
Grazie alla generosità dei partecipanti, all’acquisto dei menu e alle donazioni spontanee, il festival ha generato un importante avanzo economico.
Gli organizzatori annunciano con orgoglio che l’intera cifra netta del ricavato — pari a 3.000 euro — sarà interamente devoluta al complesso ospedaliero Al-Awda per sostenere direttamente i progetti di aiuto umanitario e resistenza culturale.
“Questo festival ha dimostrato che quando la solidarietà si organizza dal basso, i risultati sono straordinari”, dichiarano i promotori. “Abbiamo nutrito i corpi, le menti e, soprattutto, la speranza di un popolo. Grazie Ostellato, grazie a chiunque abbia piantato questo seme insieme a noi”.
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