Eventi e cultura
19 Giugno 2026
Sabato 20 e domenica 21 giugno il Conservatorio organizza sette concerti per aprirsi alla città di Ferrara e far risuonare alcuni dei luoghi museali e artistici con cui collabora

Il Frescobaldi celebra la Festa della Musica con un week-end di concerti

di Redazione | 6 min

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Anche la città di Ferrara è presente nel programma ufficiale della Festa della Musica 2026, manifestazione promossa dal  Ministero della Cultura che include 757 città e più di 14.000 artisti. Il Conservatorio G. Frescobaldi sabato 20 e domenica 21 giugno, in occasione di questa giornata interamente dedicata alla Musica, organizza sette concerti per aprirsi alla città di Ferrara e far risuonare alcuni dei luoghi museali e artistici con cui collabora,  concludendo la giornata di sabato 20 giugno in piazzetta Sant’Anna nei pressi dell’ingresso principale dell’Auditorium del Frescobaldi, attualmente in restauro.

La giornata di sabato 20 giugno inizia alle ore 10, presso il Torrione Jazz Club con il concerto dal titolo Jazz Futures, a cura di Roberto Manuzzi, che vede protagonisti gli studenti delle classi di musica di insieme jazz, offrendo al pubblico uno spaccato vivo e articolato del percorso formativo degli studenti del Conservatorio. Il programma si sviluppa attraverso tre progetti distinti, ciascuno espressione di una fase diversa del percorso accademico e di una precisa identità artistica. Duke and Monk, affidato agli studenti del triennio, rende omaggio a tre figure fondamentali della storia del jazz – Duke Ellington, Thelonious Monk e Charles Mingus – esplorandone linguaggi e poetiche attraverso una rilettura consapevole e personale. Il repertorio, ricco di contrasti e raffinatezze armoniche, diventa terreno di confronto tra tradizione e interpretazione contemporanea. Con The Shorter Distance, progetto degli studenti del biennio, lo sguardo si sposta verso sonorità più moderne, tra lirismo e ricerca timbrica. Le musiche di Pat Metheny e Kenny Wheeler offrono un contesto espressivo in cui la dimensione melodica si intreccia con atmosfere sospese e una forte sensibilità per il colore sonoro, valorizzata anche dalla presenza della voce. Chiude il programma To Phil Woods, with Love, omaggio a uno dei più grandi sassofonisti del Novecento, affidato a un ensemble di sax che riunisce studenti di diversi livelli. Il progetto mette in luce energia, interplay e profondità espressiva, restituendo la vitalità di un linguaggio jazzistico sempre attuale.

La giornata prosegue alle 17 nel giardino della Biblioteca Ariostea dove il Frescobaldi Vocal Ensemble, guidato da Marta Raviglia, sarà protagonista di una performance che unisce scrittura musicale e improvvisazione, all’interno di un percorso formativo che mette al centro la voce come strumento espressivo e creativo. Il programma prevede l’esecuzione di due brani strutturati, Ooh Yah di Bob Stoloff e Passage di Meredith Monk, accanto a momenti di improvvisazione collettiva che valorizzano l’ascolto reciproco, la sperimentazione e la libertà espressiva. L’ensemble è composto da Letizia Baroncelli, Dewi Franz, Francesca Fucci, Enrico Giorgetti, Gabriela Mendez, Elena Maria Giovanna Pinna, Paola Andrea Viaggi e Wenze Yu, tutte e tutti in veste di performer.

Infine alle 19 in Piazzetta Sant’Anna proprio in prossimità dell’ingresso dell’Auditorium del Frescobaldi, in fase di restauro, si esibirà la Frescobanda, banda musicale del Conservatorio diretta da Federico Cavalieri, studente di direzione d’orchestra. Il programma musicale proposto dalla Frescobanda si configura come un affascinante viaggio tra tradizione bandistica e grande repertorio operistico italiano, intrecciando pagine originali per banda e celebri trascrizioni. Ad aprire il concerto è Millemiglia, marcia brillante di Franco Benzi, che introduce immediatamente il pubblico in un clima festoso e dinamico, tipico della migliore tradizione bandistica. A seguire, la Sinfonia da Oberto, Conte di San Bonifacio di Giuseppe Verdi, proposta nella trascrizione di Marco Tamanini, restituisce la forza drammatica e l’intensità teatrale degli esordi verdiani in una veste orchestrale dal grande impatto sonoro. Il percorso prosegue con l’Intermezzo sinfonico da Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, trascritto da Federico Cavalieri: una pagina di intensa liricità che rappresenta uno dei momenti più celebri del repertorio operistico italiano, capace di evocare atmosfere sospese e profondamente emotive. Il cuore del programma è dedicato alla produzione di Pellegrino Neri, con la marcia religiosa Santa Cecilia, la vivace Polka e il valzer Fuochi di paglia, tutti presentati nelle trascrizioni di Federico Cavalieri. Questi brani mettono in luce la varietà espressiva della scrittura bandistica, spaziando dal carattere solenne a quello brillante e leggero. A chiudere il concerto, ancora una pagina di Franco Benzi con Ferrara, marcia brillante che rende omaggio alla città e al suo spirito, suggellando il programma con energia e senso di appartenenza.

Domenica 21 giugno alle 17 in Pinacoteca a Palazzo dei Diamanti, concerto di musica antica dal titolo Musica alla corte di Francia. Il programma propone un percorso tra Sei e Settecento nella musica francese e nordeuropea, tra teatro, danza e scrittura strumentale. Al centro, La mort de Didon di Michel Pignolet de Monteclair rielabora il mito virgiliano con intensa espressività, alternando recitativi e momenti lirici.
La musica esalta la parola, restituendo il dramma con eleganza tipicamente francese. Seguono le pagine di Jean-Marie Leclair, dove la scrittura violinistica unisce grazia coreutica e raffinatezza formale. Forlane e Menuets mostrano equilibrio, simmetria e ricchezza ornamentale. Chiude il Concerto op. 5 n. 1 di Willem de Fesch, esempio di gusto cosmopolita tra Europa e Inghilterra. La struttura alterna episodi lirici e brillanti fino alla vivace Giga finale. Protagonista è il Concentus Musicus Fe’Antica del Conservatorio di Ferrara. L’ensemble unisce voci e strumenti storici in una lettura filologica.

Alle 19 al Museo Archeologico, eccezionalmente aperto per l’occasione fino alle 21.00, l’ensemble di chitarre del Frescobaldi rende omaggio al Maestro Roberto Frosali, (1940–2023) chè è stato un importante chitarrista e docente, attivo tra concertismo e didattica. Apprezzato per il suono elegante e il fraseggio raffinato, si è esibito come solista e con il Trio Chitarristico Italiano, ottenendo riconoscimenti anche da Andrés Segovia.Ha lasciato un’ampia discografia e, soprattutto, un’eredità didattica significativa: per 40 anni ha insegnato al Conservatorio di Ferrara, formando generazioni di musicisti oggi attivi in tutto il mondo.Fondatore di una vera “scuola chitarristica”, ha trasmesso la ricerca del “bel suono” unita a sensibilità ed eleganza umana. La sua figura resta un punto di riferimento artistico e culturale, ricordato con riconoscenza attraverso la musica e i suoi allievi.

Infine alle 20.30 di nuovo in Pinacoteca il coro, il coro giovanile e gli archi del Frescobaldi propone un ampio e suggestivo viaggio nella coralità tra Novecento e contemporaneità, attraversando linguaggi, stili e suggestioni molto diversi tra loro, ma uniti dalla centralità della voce come strumento espressivo e collettivo. La prima parte, affidata al Coro del Conservatorio Frescobaldi, si apre con Sing gently di Eric Whitacre, una pagina intensa e meditativa che invita all’ascolto reciproco e alla delicatezza del canto condiviso. Segue The times they are a-changin’ di Bob Dylan, in un arrangiamento corale che trasforma il celebre brano in un inno corale di forte impatto emotivo e civile. Con Ecce novum di Ola Gjeilo, per coro, archi e pianoforte, il linguaggio contemporaneo si arricchisce di una dimensione spirituale luminosa, sospesa tra minimalismo e tradizione. Chiude la sezione Java Jive, vivace brano a cappella che introduce una dimensione più leggera e ritmica, mostrando la versatilità dell’ensemble.

La seconda parte vede protagonista il Coro Giovanile Frescobaldi, impegnato in un repertorio che alterna raffinatezza e varietà stilistica. Le composizioni di Benjamin Britten, The birds e Corpus Christi Carol, offrono un esempio di scrittura corale elegante e suggestiva, capace di evocare atmosfere ora descrittive, ora profondamente intime. A conclusione, A Little Jazz Mass di Bob Chilcott rappresenta un brillante incontro tra la forma liturgica e il linguaggio jazz, con ritmi vivaci e armonie coinvolgenti.

Sotto la direzione di Mauro Marchetti e con il supporto del pianoforte e degli archi, il concerto restituisce un’immagine viva e dinamica del lavoro corale del Conservatorio, mettendo in luce l’impegno, la sensibilità e la crescita artistica di un ampio gruppo di giovani musicisti. Un’esperienza sonora che unisce tradizione e contemporaneità, rigore e creatività.

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