Cronaca
31 Luglio 2026
Il sacerdote è morto a 96 anni. Tanti i legami con la città estense

Anche Ferrara dice addio a don Antonio Mazzi

di Redazione | 3 min

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Anche Ferrara piange la scomparsa di don Antonio Mazzi, morto venerdì 31 luglio a 96 anni.

Sacerdote, educatore, pedagogista, teologo, filosofo, giornalista, scrittore, don Mazzi, è stato uno dei volti più noti del cattolicesimo sociale italiano del secondo dopoguerra. Fondatore di Exodus, la rete di comunità terapeutiche per tossicodipendenti, ma anche volto noto della tv, da Mara Venier a “Domenica In” a “Porta a porta” di Bruno Vespa.

La scomparsa di don Mazzi tocca da vicino anche l’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e l’arcivescovo Gian Carlo Perego.

Il sacerdote infatti, formato nel seminario vescovile, laureato in Filosofia proprio all’Università degli Studi di Ferrara. Sempre in città fu ordinato nel 1956 nella congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondati da san Giovanni Calabria. Negli anni Sessanta divenne responsabile di diverse iniziative di assistenza e formazione per giovani, prime su tutte la Città del Ragazzo di Ferrara.

A ricordarlo anche il sindaco Alan Fabbri: “Con profondo dolore ho appreso della scomparsa di don Antonio Mazzi, un uomo che ha dedicato la sua lunga vita agli ultimi e ai più fragili, senza mai risparmiarsi. Ai tempi in cui ero sindaco di Bondeno, subito dopo il terremoto, ho potuto conoscere da vicino il suo impegno concreto, anche sul nostro territorio, attraverso la Casa di Carlotta di Salvatonica, realtà della sua Fondazione Exodus che da anni accoglie famiglie in difficoltà e persone che cercano di ricostruire la propria vita”.

Fino a maggio 2012, la struttura aveva sede nella storica canonica di San Biagio. Le scosse del sisma che hanno colpito l’Emilia la resero però gravemente danneggiata e inagibile e dal 2013, la comunità ha trovato la sua “casa definitiva” a Salvatonica, in via Provinciale 44, all’interno di una struttura di proprietà comunale. Si tratta di un rifugio per la genitorialità fragile, eccellenza nel panorama nazionale del recupero delle dipendenze e tra le poche strutture attrezzate per accogliere l’intero nucleo familiare del soggetto coinvolto. Nel 2014 fu proprio don Antonio Mazzi, insieme all’allora primo cittadino Alan Fabbri, a inaugurare la nuova sede nelle ex scuole, nel maggio del 2014.

“Ricordo bene la sua energia, la sua franchezza e la capacità di parlare a tutti, credenti e non credenti, con lo stesso linguaggio diretto e senza sconti. Don Mazzi non ha mai fatto distinzioni tra i salotti e la strada, ed è proprio in quest’ultima, tra i ragazzi e le famiglie in difficoltà, che ha dato forma alla sua missione. A nome mio personale e dell’intera amministrazione comunale di Ferrara desidero esprimere le più sentite condoglianze alla Fondazione Exodus, alla comunità di Bondeno e Salvatonica e a tutti coloro che, in questi decenni, hanno incrociato il suo cammino trovando in lui un punto di riferimento”, ha chiuso Fabbri.

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