di Dante Giordano*
Leggo sul quotidiano la notizia di un Festival delle “Città identitarie” (qualunque cosa voglia dire), della geometria della scelta dei personaggi che hanno dato lustro a Ferrara e sono rimasto colpito da alcune scelte.
La prima: la scelta di un personaggio del Rinascimento è caduta su Lucrezia Borgia, sul cui cursus honoris non esprimo giudizi, invece di Ercole I° d’Este che ha dato vita, grazie all’opera di Biagio Rossetti, all’addizione erculea che ha reso Ferrara, secondo Bruno Zevi, «la prima città moderna d’Europa» e visto che si parla di città identitarie mi pare fosse la scelta più logica. La seconda, e questa più che stupirmi mi indigna, la scelta di Italo Balbo, primo segretario del fascio ferrarese scelto dall’Agraria, autore e promotore di violenze squadristiche. Per evitare che ci siano equivoci ricordo agli smemorati un passaggio del suo Diario 1922: “Io mi assunsi il compito di portare disciplina, gerarchia, responsabilità, ai manipoli volanti che dovevano spezzare per sempre il terrore rosso; di armarli. In quel gioco con la morte da una parte, con la galera dall’altra, educai i camerati ad essere imbattibili. Davanti all’ideale conquista dello stato, nessuna borghese ipocrisia e nessun sentimentalismo: l’azione rude e aspra condotta a fondo, a qualunque costo”.
La mia indignazione cresce quando leggo che nello stesso festival si accosta a un gerarca fascista la figura di Florestano Vancini, partigiano combattente nella 35ª Brigata “Bruno Rizzieri”, che ha combattuto contro tutto ciò che il fascismo rappresentava e che ha dato lustro a Ferrara con il suo film “La lunga notte del ‘43”, che ci racconta l’Eccidio del Castello Estense, perpetrato dai fascisti della Repubblica di Salò, eredi dello squadrismo balbiano.
Non dovrei, però, stupirmi più di tanto sulle contraddizioni della politica ferrarese, rilevo che mentre si parla di dare un giusto rilievo al Sindaco di Ferrara Roberto Soffritti, contemporaneamente il cippo che ricorda l’Eccidio del Doro, in cui vennero uccisi il padre Antenore assieme a Mario Agni, Mario Arnoldo Azzi commissario politico dei GAP ferraresi, Giuseppe Franceschini, Gigi Medini, Michele Pistani, Alberto Savonuzzi, è lasciato in stato di degrado.
Contraddizioni, dimenticanze o scelte oculate?
*storico
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