Politica
28 Luglio 2026
L’assessora alle Politiche socio-sanitarie smentisce la consigliera. Ma la pentastellata ribadisce: "Interrogazione elaborata con il personale del centro"

Maccacaro. Coletti a Marchi: “No sfratto. Rilascio concordato tra le parti”

di Redazione | 3 min

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di Tommaso Piacentini

Perché sfrattate il centro diurno Maccacaro? Questa è la domanda con cui la consigliera Marzia Marchi (M5S) ha voluto interrogare l’assessora alle Politiche Socio-Sanitarie Cristina Coletti durante il consiglio comunale di ieri (lunedì 27 luglio) in riferimento alla recente notizia che la struttura di via Marco Polo, punto di riferimento per persone con disturbi psichici, dovrà chiudere i battenti e trasferirsi a Cocomaro di Focomorto. 

Il centro diurno Maccacaro, come ha spiegato Marchi, è una struttura semiresidenziale pubblica dell’Ausl dedicata alla cura, alla riabilitazione psicosociale e al supporto all’inserimento sociale di persone con disturbi psichici. Il centro, il cui immobile è di proprietà del Comune di Ferrara, era ospitato dagli anni ’90 negli ambienti di una ex scuola primaria risalente a inizio Novecento, ma, a seguito della variazione di bilancio nel piano delle alienazioni, è stata avviata la cessione della struttura che lo ospita. 

Il centro, che garantisce un progetto terapeutico individualizzato ai pazienti in cura presso il dipartimento assistenziale integrato di salute mentale dell’Ausl di Ferrara, attua trattamenti riabilitativi individuali e gruppali, realizza interventi di promozione e prevenzione della salute mentale rivolti alla cittadinanza mirati al superamento dello stigma e orientati al reinserimento sociale della persona. 

“Si chiede, quindi, – le parole della consigliera Marchi – quali impellenti esigenze rendono necessario lo sfratto del centro Maccacaro dall’attuale sede senza che sia stata valutata una proposta di mediazione con l’Asl per garantire la continuità e l’efficacia del centro in una zona cittadina”.

Pronta la risposta dell’assessora Coletti, che ha parlato di “cose che non sono per niente come sono state illustrate dalla consigliera”: “Si precisa che la restituzione dell’immobile denominato Maccacaro non è ascrivibile a una procedura di sfratto, né qualsivoglia azione coattiva di rilascio, configurandosi bensì come rilascio concordato tra le parti e definito bonariamente d’intesa con i referenti di Ausl di Ferrara a seguito della naturale scadenza del contratto di locazione”. 

Il contratto di locazione era scaduto nel 2010, come ha spiegato Coletti, poi rinnovato ex lege fino al 2022 e l’utilizzo era stato autorizzato sine titulo dal Comune all’Azienda sanitaria: “Il termine per la restituzione del bene, previamente stabilito in data 30 giugno 2026, è stato frutto di una specifica e concordata volontà manifestata da entrambe le parti. Da ultimo, a seguito di espressa richiesta di Asl Ferrara, con nota del 12 giungo, di differimento del termine di rilascio dell’immobile al 30 settembre 2026 e per questioni di carattere logistico, l’Amministrazione comunale ha autorizzato tale differimento in accordo con quanto richiesto al 30 settembre 2026”. 

Non soddisfatta della risposta dell’assessora si è dichiarata la consigliera Marchi: “Questa interrogazione è stata elaborata con il personale del centro Maccacaro che si troverà ad essere ‘sloggiato’ da questi locali. Purtroppo i locali di S.Rocco non sono ancora utilizzabili e quello che sappiamo è che ci sarà un collocamento in via della Ginestra, in un posto scomodo e fuori sede. Spero ci sia modo di ripensare e trovare una soluzione in una sede cittadina, accessibile a questo tipo di utenza”.

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