Economia e Lavoro
6 Giugno 2026
Capofila del progetto è Legacoop Emilia-Romagna. Previsto un piano di interventi da un milione di euro che mette al centro sostenibilità e difesa della biodiversità

Da Goro a Rimini: cooperazione in campo per tutelare mare e pesca

di Redazione | 3 min

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Un investimento da quasi un milione di euro, azioni mirate lungo tutta la costa romagnola e, soprattutto, una forte alleanza che valorizza le eccellenze del territorio. Sono questi i fondamentali di Ecoadria-Restor (Restoration of Adriatic Marine Resources and Ecosystems), un progetto candidato al bando europeo Tasc-RestoreMed per il recupero degli ecosistemi costieri e la tutela delle comunità che ne dipendono.

Capofila è Legacoop Emilia-Romagna, che ha costruito una partnership radicata nel territorio: a fare squadra per salvare l’Adriatico ci sono l’Università di Ferrara, Delta 2000/Galpa Costa dell’Emilia-Romagna e il Consorzio Mediterraneo. A questa rete d’eccellenza locale si affianca il know-how internazionale della fondazione spagnola Fundamar di Vigo.

L’annuncio arriva alla vigilia della Giornata Mondiale degli Oceani 2026 (lunedì 8 giugno), il cui tema “Reimagine” impone di ripensare con urgenza il rapporto con il mare. Gli oceani producono la metà dell’ossigeno vitale e sfamano tre miliardi di persone, ma subiscono la continua minaccia dell’inquinamento e del cambiamento climatico. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), ogni giorno finisce negli ecosistemi acquatici una quantità di plastica equivalente a 2.000 camion della spazzatura.

Grazie alle indagini preliminari condotte con il progetto Farclimate (Programma Horizon Europe), i partner hanno identificato le sfide più critiche per il comparto ittico regionale, accendendo i riflettori in particolare sulla Sacca di Goro e sul Compartimento Marittimo di Rimini. Ecoadria-Restor nasce per dare risposte concrete alla piccola pesca artigianale e all’acquacoltura: dalla drastica riduzione di specie ittiche bersaglio (come seppie e lumachine) fino alla vera e propria piaga del granchio blu, che negli ultimi anni ha di fatto azzerato la produzione di vongole veraci a Goro.

“Con Ecoadria-Restor diamo una risposta di sistema a una crisi senza precedenti per i nostri mari. Abbiamo messo i territori al centro, unendo la forza della cooperazione, la ricerca dell’Università di Ferrara e l’esperienza di Delta 2000 e Consorzio Mediterraneo per non lasciare soli pescatori e acquacoltori. In linea con il tema “Reimagine” dell’Onu, vogliamo rigenerare la costa dell’Emilia-Romagna: transizione ecologica e adattamento climatico devono tradursi in nuove opportunità di sviluppo e in un ecosistema più resiliente da Goro a Rimini”, dichiara Christian Maretti, responsabile del settore Agroitticoalimentare di Legacoop Emilia- Romagna.

Ecoadria-Restor si inserisce nella più missione Ue “Ripristinare i nostri oceani e le nostre acque entro il 2030“. Se approvato e finanziato, le attività operative partiranno entro la fine del 2026, coinvolgendo attivamente cooperative, comuni, scuole e cittadini.

Il piano di interventi interviene a tutti i livelli lungo le filiere produttive: dal controllo e valorizzazione del granchio blu al ripristino delle aree nursery delle vongole nella Sacca di Goro, passando per la sperimentazione di acquacoltura sostenibile basata sulla policoltura di mitili e ostriche fino all’implementazione di interventi mirati per la riproduzione naturale di seppie e lumachine di mare lungo tutta la costa, alla creazione di habitat artificiali per incrementare la biodiversità marina e alle iniziative di monitoraggio partecipato e Citizen Science, per unire pescatori, acquacoltori, subacquei e studenti nella cura del proprio mare.

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