Lido di Spina. È stato arrestato con le accuse di tentato furto, rapina impropria e lesioni personali il 25enne di nazionalità egiziana, residente in città e già noto alle forze dell’ordine, sorpreso mentre tentava di rubare all’interno dell’auto della titolare di uno stabilimento balneare.
L’episodio è avvenuto nelle prime ore di domenica 26 luglio in via Jacopo della Quercia.
A dare l’allarme ai militari del 112 è stata la stessa proprietaria del veicolo, dopo essere stata avvisata dall’addetto alla vigilanza notturna della zona, che aveva sorpreso il giovane mentre cercava di introdursi nell’automobile, già danneggiata con il taglio della cappotta in tela.
Scoperto, il 25enne ha tentato di fuggire a piedi, inseguito dalla proprietaria del mezzo e da un amico, intervenuto per aiutarla. Una volta raggiunto, nel tentativo di sottrarsi alla cattura, il giovane ha reagito con violenza: ha colpito la donna con uno schiaffo al volto, le ha morso un dito e gliene ha torto un altro, provocandole lesioni giudicate guaribili in 15 giorni dai sanitari che l’hanno presa in carico e curata. L’amico della donna ha invece riportato ferite con una prognosi di tre giorni.
L’immediata reazione dei presenti e il rapido intervento di una pattuglia dei carabinieri di Porto Garibaldi, impegnata nei servizi di controllo del litorale, hanno consentito di bloccare il fuggitivo prima che riuscisse a far perdere le proprie tracce.
L’uomo è stato quindi arrestato con le accuse di tentato furto, rapina impropria e lesioni personali. Al termine delle formalità di rito, su disposizione della Procura di Ferrara, il 25enne – assistito dall’avvocato d’ufficio Filippo Sabbatani – è stato trasferito nelle camere di sicurezza del comando provinciale dei carabinieri, in attesa dell’udienza di convalida.
Nella mattinata di lunedì 27 luglio, durante l’udienza di convalida, il ragazzo ha negato ogni addebito. Per lui, la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Il tribunale di Ferrara invece ha convalidato l’arresto, disponendo nei confronti dell’indagato la misura cautelare dell’obbligo di firma presso la stazione dei carabinieri competente per territorio e rinviando il processo ai prossimi mesi.
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