Cronaca
6 Giugno 2026
Ferrara per la Palestina: “Clima di repressione. Ancora una volta hanno tentato di colpire la solidarietà”

La Questura denunciò due attivisti propal. Il giudice archivia per infondatezza

di Redazione | 2 min

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Erano stati denunciati dalla Questura di Ferrara per “manifestazione non autorizzata” per il corteo organizzato dai propal l’8 ottobre 2025. Per quella giornata, in tutta Italia e in tutto il mondo, erano stati indetti, in meno di 24 ore, presidi e cortei per protestare contro il genocidio in Palestina e contro gli abbordaggi illegali nei confronti della Freedom Flotilla da parte di Israele.

A finire indagati erano stati il portavoce di Ferrara per la Palestina e un altro attivista. Dopo le relative indagini, il pm aveva chiesto l’archiviazione del procedimento per tenuità del fatto.

Richiesta alla quale l’avvocato dei due, Bernando Gentile, si era opposto, chiedendo invece l’archiviazione piena per infondatezza della ‘notitia criminis’, cosa che il gip ha accolto.

“Digos e Questura erano stati preavvisati della manifestazione da un nostro portavoce – afferma in una nota Ferrara per la Palestina -. Nessun divieto ci era stato posto da parte della Questura, nè prima né durante lo svolgersi della manifestazione”.

Nonostante ciò, dopo mesi, “abbiamo scoperto che il nostro portavoce ed un’altra persona che ha partecipato alla manifestazione, sono stati denunciati”.
“Ancora una volta hanno tentato di colpire la solidarietà – lamenta l’associazione -. Ancora una volta abbiamo difeso, per noi e per tutta la città, il diritto a manifestare liberamente”.

A questo punto Ferrara per la Palestina pone alcune domande pubbliche:” è giusto che la Digos denunci delle persone che non hanno commesso alcun illecito? Si può ancora protestare liberamente contro le decisioni del governo, contro un genocidio, contro la guerra, contro le ripetute e gravissime violazioni del diritto internazionale?”.

“Oggi in Italia – prosegue la nota – viviamo un clima di repressione, ulteriormente accentuato dai D.L. “sicurezza”, con cui il Governo sta tentando di cancellare il diritto di manifestare, il diritto alla protesta e al dissenso. Anche il Csm e la Suprema Corta di Cassazione hanno espresso forti dubbi di incostituzionalità verso questi decreti liberticidi”.

“Esprimiamo solidarietà a tutte le persone colpite dalla repressione che come noi lottano per la Palestina – conclude la nota -. Non ci facciamo intimidire, non abbiamo paura. Continuiamo a lottare con serietà ed orgoglio, fino a quando non finirà il genocidio, fino a quando la Palestina non sarà libera”.

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