Spal
5 Giugno 2026
La protesta davanti al centro sportivo Fabbri dopo la mancata promozione dell'Ars et Labor in serie D. Il tifo al ds Federico: "Vattene, vai a lavorare"

La Ovest contesta l’Ars et Labor. Il dg Pradines: “Dovevamo cambiare prima l’allenatore”

(Foto di Riccardo Giori)
di Redazione | 4 min

Leggi anche

Le chiavi risuonano in piazza per Samanta: in 200 al presidio

"Samanta è stata uccisa dentro un sistema che continua a produrre subordinazione, isolamento e violenza". Da questa affermazione, pronunciata in piazza Cattedrale durante il presidio per Samanta Zironi, è partita la riflessione proposta dai collettivi Ferrara Transfemm, Out!* e Link Ferrara, con l'adesione del Laboratorio Consenso

Acqua non potabile e mancanza di mezzi. I Vigili del Fuoco scioperano

Martedì 9 giugno i Vigili del Fuoco del Comando di Ferrara parteciperanno a uno sciopero indetto da Fp Cgil, Uilpa e Conapo visto l'esito negativo del tentativo di conciliazione con la Direzione regionale per la carenza dei mezzi e le criticità strutturali della caserma di via Verga

Brucia l’alt dei carabinieri e li sperona. Arrestato dopo la fuga da film in città

Due carabinieri feriti, una pattuglia speronata e un arresto per resistenza e lesioni personali. È il bilancio del folle inseguimento avvenuto durante la nottata tra mercoledì 3 e giovedì 4 giugno, intorno alle 3, nella zona est di Ferrara, dove un 29enne di nazionalità marocchina è finito in manette dopo aver seminato il panico con manovre da film d'azione lungo le strade cittadine

di Riccardo Giori

“Questa sera parleremo del passato per capire come siamo arrivati a questo fallimento, del presente per capire chi decide davvero e chi assume le responsabilità, perché non si è ancora capito, e del futuro perché Ferrara ha diritto di sapere se esiste ancora un progetto credibile oppure no“. Le prime parole pronunciate dai tifosi della Curva Ovest durante l’assemblea pubblica indetta sul piazzale del centro sportivo G.B. Fabbri di via Copparo sono lapidarie, e non lasciano spazio ad altre interpretazioni: la pazienza della tifoseria biancazzurra è arrivata al capolinea.

Sono arrivati in almeno un centinaio i tifosi davanti ai cancelli del centro sportivo della Ferrara Calcio Ars et Labor per manifestare il proprio malcontento dopo la mancata promozione in Serie D e per chiedere chiarezza sul futuro del calcio professionistico cittadino. Una contestazione maturata all’indomani dell’ennesima delusione sportiva, la sconfitta nei playoff ha infatti condannato l’Ars et Labor a restare nel campionato di Eccellenza, interrompendo il progetto che avrebbe dovuto riportare rapidamente Ferrara nel calcio nazionale dopo il fallimento della Spal nell’estate del 2025. La mancata promozione rappresenta infatti per molti l’ennesimo capitolo di una lunga discesa che, nel giro di pochi anni, ha portato il club dalla Serie A ai campionati regionali.

Del resto la ferita aperta dal tracollo societario della vecchia Spal è ancora lontana dal rimarginarsi, e a nulla è servita la lettera di scuse del presidente Andrés Marengo, assente all’appuntamento con i tifosi. Davanti all’impianto si sono levati cori e richieste esplicite rivolte alla società, rappresentata per l’occasione dal direttore generale Bruno Pradines e dal direttore sportivo Sandro Federico. Tra queste un’assunzione di responsabilità da parte della proprietà e un piano credibile per il rilancio del club.

Ma al centro della protesta non c’è soltanto il risultato sportivo, è soprattutto l’incertezza che continua ad offuscare il futuro del club. I tifosi chiedono un confronto diretto con la dirigenza, un progetto chiaro e garanzie concrete, vogliono sapere se sia effettivamente il presidente Marengo ad avere l’ultima parola sulle decisioni e soprattutto quali siano le risorse economiche che verranno stanziate affinché la squadra possa tornare a rappresentare degnamente una città che per decenni ha frequentato i palcoscenici del calcio professionistico.

“Per me, l’errore principale è stato quello di non aver cambiato prima l’allenatore” ha detto Pradines, in riferimento all’esonero di Di Benedetto. Il dg ha comunque fatto sapere che, nelle prossime settimane, i perché del fallimento saranno analizzati con lo stesso Marengo in un tavolo allargata a cui prenderanno parte anche Parlato – ieri presente – e Federico, a cui la proprietà ha rinnovato la propria fiducia. “Stiamo già progettando il futuro per andare in Serie D il prossimo anno” ha proseguito il direttore generale, negando – qualora dovesse arrivare l’offerta di un soggetto terzo come acquirente – l’intenzione di cedere la società.

Quanto alla passata stagione, il direttore generale ha affermato: “Avevamo costruito una squadra forte per andare in Serie D. Siamo amareggiati che questo non sia successo. Non volevamo essere in questa situazione. Abbiamo speso tanti soldi per vincere, non 200mila euro. Abbiamo fatto tutto il possibile per centrare l’obiettivo”.

A prendere parola anche il direttore sportivo Sandro Federico, apostrofato con diversi “vattene” e “vai a lavorare“. “Quando il gruppo è partito a inizio hanno – ha spiegato – ci sono state tante dinamiche che non ci hanno consentito di ragionare come stiamo facendo oggi. Con calma, su come correggere gli errori commessi e dove intervenire. Tante decisioni sono state prese insieme, ma probabilmente bisogna avere una sola voce e una sola persona che si prendesse la responsabilità tecnica come faremo nei prossimi mesi”.

Le risposte date dalla società non hanno però soddisfatto le richieste della Curva che, meditando sul da farsi, minaccia il boicottaggio degli abbonamenti in vista della prossima stagione, ribadendo come Ferrara meriti una società all’altezza della propria tradizione sportiva e della passione che continua a caratterizzare il popolo spallino. Nelle prossime settimane saranno decisive le scelte della dirigenza sul fronte tecnico e societario, nonché il rebus del ripescaggio in serie D, ipotesi poco probabile anche se non impossibile.

Nel frattempo resta invece forte il sentimento di amarezza di una piazza che, dopo aver assaporato la Serie A soltanto pochi anni fa, si ritrova oggi a interrogarsi sul proprio futuro e su come riportare il nome della Spal, oggi Ars et Labor Ferrara, nei campionati che la sua storia le impone. La contestazione odierna è il segnale più evidente di una città che non intende rassegnarsi e che continua a chiedere risposte e ambizione.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com