Eventi e cultura
5 Giugno 2026
Da domenica 7 giugno esposizione aperta al pubblico a San Bartolomeo in Bosco, sarà visitabile sino al 20 settembre prossimo

Al MAF la mostra fotografica: “Stanze di tregua” di Nicola Maccagnani

di Redazione | 2 min

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A partire da domenica 7 giugno 2026 sarà visitabile al MAF di San Bartolomeo in Bosco la mostra fotografica “Stanze di tregua”, a cura del fotografo Nicola Maccagnani, che accompagnerà i visitatori nel periodo estivo, durante il quale il museo manterrà comunque gli usuali orari di apertura: dal martedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.00 e nei giorni festivi dalle 15.30 alle 18.30.

“Stanze di tregua” ricostruisce attraverso una efficace chiave di lettura fotografica aspetti di vita civile quotidiana durante la seconda guerra mondiale, finalizzati alla ricerca di una difficile normalità, anche domestica, grazie a piccoli ma preziosi spazi di libertà “conquistati” per rendere meno drammatiche le tragiche fasi dell’occupazione militare tedesca venutasi a determinare, in Italia, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Non si tratta, quindi, di una celebrazione di grandi eventi, ma di una semplice ma efficace narrazione di piccoli “segni” di resistenza adottati per il sopravvivere della gente comune alla durezza di quell’occupazione.

Realizzata negli spazi museali del MAF, la mostra si traduce in un itinerario visivo di ricostruzione storica che simbolicamente affronta modi comportamentali vissuti in ambienti di uso quotidiano – case private, botteghe o spazi per altre piccole attività – che si trasformano in veri e propri presidi di resistenza psicologica.

In altri termini, si tratta di un “viaggio visivo” di ricostruzione storica, realizzato in diversi ambienti del MAF, che documenta simbolicamente i tentativi di sopravvivenza/resistenza della gente comune alla straordinaria durezza di una fase storica densa di tragiche tensioni.

Il percorso espositivo di “Stanza di tregua” si compone di 30 immagini realizzate grazie alla collaborazione con il gruppo “Progetto 900”, affermato a livello nazionale per le rievocazioni storiche di quel periodo.

Il nucleo fondamentale della mostra è costituito da realtà esistenziali vissute negli spazi domestici e di lavoro dell’epoca che squarciano il velo della paura.

Le immagini dialogano tra loro per restituire al visitatore non solo una cronaca storica, ma un’esperienza emotiva universale: il bisogno umano di ritrovare se stessi attraverso la familiarità dei propri spazi.

A ingresso gratuito, “Stanze di tregua” sarà visitabile sino al 20 settembre prossimo.

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