Eventi e cultura
19 Luglio 2026
Prosegue a Ferrara la rassegna dedicata ai fatti del G8 di Genova. Lunedì 20 luglio alle 21 il film di Daniele Vicari

“Diaz” torna sul grande schermo alla Sala Estense

di Redazione | 3 min

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Ultima giornata di eventi, domenica 19 luglio, per la ventesima edizione del Bundan Celtic Festival. Accanto agli appuntamenti fissi per giovani e famiglie che si svolgeranno sin dalle prime ore del mattino, nell'Area Kids e in quella dell'archeologia sperimentale, alle 18.30 andrà in scena l’atteso spettacolo della "La grande battaglia del Bundan"

Il 20 luglio 2001 Carlo Giuliani veniva ucciso in piazza Alimonda. Ventiquattro ore dopo, nella notte tra il 21 e il 22 luglio, lo Stato italiano avrebbe scritto una delle pagine più oscure della propria storia recente.

Per ricordare quei giorni e il loro significato politico, lunedì 20 luglio, presso la Sala Estense di Ferrara, si terrà la proiezione di “Diaz – Non pulire questo sangue” di Daniele Vicari, secondo appuntamento della rassegna “G8: 25 anni dopo. Perché i fatti accaduti nel 2001 a Genova ci riguardano ancora molto”, promossa da un gruppo di cittadine e cittadini insieme ad Arci Ferrara. Apertura porte alle ore 20.30. Inizio proiezione alle ore 21.

Novantatré persone si trovavano all’interno della scuola Diaz quando la polizia fece irruzione: alla fine della mattanza si contarono 82 feriti, di cui 63 ricoverati in ospedale, alcuni in condizioni gravissime.

Decine di persone vennero colpite mentre dormivano o erano già immobilizzate, i corridoi della scuola si riempirono di sangue e molti di loro uscirono in barella. Tra loro, qualcuno rischiò di morire.

Nelle ore successive, a Bolzaneto, altri subirono umiliazioni, violenze e torture. Negli anni successivi, i processi avrebbero accertato responsabilità gravissime, tra cui falsificazioni di prove e verbali, costruiti per giustificare l’operazione. La Corte Europea per i Diritti Umani condannò l’Italia per Crimini di Tortura.

A venticinque anni di distanza, la Diaz continua a rappresentare una ferita aperta non solo per la violenza esercitata contro decine di persone inermi, ma perché quella notte mostrò fino a che punto il potere fosse disposto a spingersi per reprimere il movimento no-global, che contestava l’ordine economico e politico dominante.

Le immagini della Diaz finirono sugli schermi di tutto il mondo. Per milioni di persone il nome di Genova non richiama il vertice dei capi di Stato e di governo riuniti nella zona rossa bensì richiama l’assassinio di Carlo Giuliani, i pestaggi alla Diaz, le torture di Bolzaneto.

Richiama una repressione che ha segnato profondamente la storia dei movimenti e l’immagine internazionale dell’Italia. “Diaz” non è soltanto un film. È il racconto di una notte in cui la verità venne coperta dal sangue delle vittime. Ed è il racconto di una lunga battaglia, che vuole fare emergere ciò che realmente accadde a Genova.

“Abbiamo scelto di organizzare questa serata perché crediamo che la memoria sia una responsabilità politica – spiegano i promotori -. Troppi giovani oggi non conoscono la Diaz, Bolzaneto o le giornate di Genova. Ricordare significa impedire che quella violenza venga normalizzata, ridimensionata o dimenticata”.

La rassegna si concluderà venerdì 24 luglio al Cps Acquedotto, con una serata dedicata alle testimonianze e all’eredità politica di Genova e con la presentazione del documentario realizzato da Paolo Cirelli e Alessandro Panetta. Ingresso a offerta libera consapevole.

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