Cronaca
4 Giugno 2026
Alla sbarra ci sono una 59enne di Parma, un 49enne di Ravenna e un 51enne di Bari. I primi due discuteranno l'udienza preliminare, il terzo invece sarà processato con rito abbreviato: Comune parte civile

Subappalto non autorizzato e falso, in tre a processo per i lavori post-sisma al Teatro Borgatti

di Davide Soattin | 2 min

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Cento. Scelte processuali differenti per i tre finiti a processo con le accuse – a vario titolo – di subappalto non autorizzato e falsità materiale commessa da privato e pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative per i lavori di ricostruzione post-sisma del Teatro Borgatti.

Alla sbarra ci sono una 59enne di Parma, un 49enne di Ravenna e un 51enne di Bari. I primi due discuteranno l’udienza preliminare, il terzo invece sarà processato con rito abbreviato: la decisione è arrivata ieri (3 giugno) mattina davanti al gup Marco Peraro del tribunale di Ferrara.

I fatti sarebbero avvenuti tra il 12 gennaio e il 13 febbraio 2024.

Secondo il quadro accusatorio ricostruito dal pm Andrea Maggioni, la 59enne – legale rappresentante pro tempore di una ditta edile di Parma, società appaltatrice dei lavori – avrebbe affidato in subappalto al 51enne di Bari, titolare della propria impresa, le opere di adeguamento e certificazione dell’impianto elettrico di cantiere, senza però aver ottenuto la necessaria autorizzazione del Comune di Cento, committente dell’intervento, e in presunta violazione delle clausole contrattuali dell’iniziale appalto.

Oltre a eseguire i lavori, il 51enne avrebbe poi redatto l’attestazione di conformità dell’impianto. Lo stesso documento – già depositato presso l’Ausl di Ferrara – sarebbe stato successivamente modificato dal 49enne di Ravenna, legale rappresentante di una terza impresa edile, anch’egli coinvolto nell’inchiesta penale, che l’avrebbe contraffatto, in modo idoneo a ingannare la pubblica fede, come evidenziato nel verbale di operazioni tecniche del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Ferrara.

Parte civile nel procedimento, rappresentata dall’avvocato Eugenio Gallerani, è il Comune di Cento: “L’amministrazione comunale – commenta il legale – ritiene di aver subito un danno d’immagine in relazione a questa vicenda, nell’ambito della quale sarebbero stati eseguiti lavori non autorizzati all’interno del cantiere, in violazione delle normative in materia di sicurezza sul lavoro. La contestazione riguarda inoltre la certificazione di un impianto elettrico che, secondo l’accusa, non era ancora regolarmente certificato, nonché la presunta violazione della normativa che vieta il ricorso a subappalti non preventivamente autorizzati”.

Il procedimento tornerà in aula il 28 ottobre.

 

 

 

 

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