Attualità
2 Giugno 2026
Fiori nel cannone di piazza Castello, letture della Costituzione e appelli al disarmo durante il flashmob. Al sindaco Fabbri la dedica dell'articolo 54

Rete Pace celebra il 2 giugno: “Servono simboli di pace, non di guerra”

di Elena Coatti | 2 min

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Fiori nella bocca del cannone di piazza Castello, una bandiera della pace legata al monumento e la lettura degli articoli della Costituzione. Si è svolto questa mattina – non senza tensioni – il presidio promosso da Rete Pace Ferrara in occasione della Festa della Repubblica.

Come annunciato dagli organizzatori, attivisti e cittadini si sono ritrovati al flashmob in piazza Castello per la “piena attuazione della Costituzione”, per la pace e il disarmo. Dopo aver deposto i fiori nel cannone davanti al Castello Estense, i partecipanti hanno dato il via agli interventi pubblici accompagnati da bandiere della pace, del tricolore italiano, della Palestina e del Libano.

Tra i presenti anche la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Marzia Marchi e la consigliera dem Anna Chiappini.

Nel corso della manifestazione sono stati letti diversi articoli della Costituzione italiana, con particolare attenzione all’articolo 11, che sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e di risoluzione delle controversie internazionali.

“Non condividiamo la tradizione della parata militare per il 2 giugno, specie ora, quando avremmo bisogno di simboli di pace e non di guerra”, ha ribadito Barbara Diolaiti di Possibile che ha sottolineato come “diversi diritti previsti dalla Carta costituzionale non sono ancora pienamente attuati”, con riferimenti al diritto al lavoro, a un salario dignitoso e alla casa.

I presenti hanno poi criticato le politiche del Governo in materia di esportazione di armamenti e di rapporti con Israele: “L’articolo 11 è di fatto violato ogni giorno dalla vendita di armi a Paesi in guerra e dall’indisponibilità del Governo a rispettare le risoluzioni Onu”.

Nel corso del presidio è stato anche ricordato il significato storico del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e il primo voto a livello nazionale delle donne italiane. “Oggi volgiamo ricordare le speranze e la gioia di quel 2 giugno e le tantissime donne che votarono per la prima volta”.

Tra gli interventi, anche la lettura dell’articolo 54 della Costituzione, questa volta dedicata esplicitamente al sindaco Alan Fabbri: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”.

A chiudere la manifestazione, la dodicesima disposizione finale della Costituzione, che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Un ultimo richiamo alla Carta costituzionale che ha accompagnato l’intera iniziativa, conclusa dopo circa un’ora di interventi e letture dedicate ai temi della pace, del disarmo e dell’attuazione dei principi costituzionali.

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