Ci sono luoghi in cui il futuro arriva in silenzio. Non con proclami o slogan, ma dentro una sala riunioni, davanti agli occhi di studenti che provano a immaginare il proprio domani. A Ferrara, il viaggio della Scuola di Sviluppo Territoriale si è chiuso così: partendo dalla lezione di Adriano Olivetti e arrivando all’intelligenza artificiale, attraversando cinquant’anni di industria italiana e mettendo al centro una domanda che resta attualissima — quale rapporto deve esistere fra innovazione, lavoro e persona?
L’ultima lezione della terza edizione della Scuola si è svolta nella sede di Zuffellato Technologies Srl, al termine di un percorso che nei mesi scorsi aveva portato gli studenti dentro i luoghi strategici dell’economia ferrarese: dalle start-up innovative di SIPRO al Petrolchimico, passando per il mondo agricolo di Salvi Vivai. Un viaggio dentro le trasformazioni del territorio, culminato con una riflessione sul rapporto fra tecnologia, impresa e futuro.
L’incontro, si è aperto con i saluti di Giacomo Pirazzoli, responsabile di territorio di Confindustria Emilia Area Centro, seguiti dall’intervento di Ester Leonardi, componente dello staff di direzione della Scuola, che ha ricostruito il pensiero e la visione industriale di Adriano Olivetti.
Non una citazione nostalgica, ma una chiave di lettura dell’intera giornata. Perché la storia di Zuffellato Technologies affonda proprio in quell’eredità. L’azienda nasce infatti nel 1975 come concessionaria del Gruppo Olivetti, fondata da Giovanni Zuffellato e Vittorina Nori.
Da allora, mezzo secolo di evoluzione: dai primi calcolatori elettronici ai software gestionali, fino all’attuale specializzazione nella digitalizzazione delle filiere agroalimentari. Un percorso raccontato dal CEO Enrico Zuffellato, che ha richiamato il valore umano dell’impresa, nel solco della lezione olivettiana. Anche gli spazi parlano quella lingua: le grandi vetrate della sede aziendale — ristrutturata con il supporto di Confindustria dopo il terremoto del 2012 — raccontano un’idea precisa di lavoro, dove qualità degli ambienti e benessere delle persone non sono elementi accessori, ma parte integrante della produttività e dell’identità aziendale.
Oggi Zuffellato Technologies, realtà familiare a prevalente conduzione femminile giunta al suo cinquantunesimo anno di attività, guarda alle nuove frontiere dell’innovazione. Insieme a Enrico Zuffellato guidano l’azienda la sorella Barbara, CFO, e Michelangelo Nibbio Bonnet, responsabile marketing e risorse umane. Gli interventi hanno ripercorso le tappe dell’evoluzione tecnologica dell’impresa, fino alle applicazioni dell’intelligenza artificiale e al progetto di costruire a Ferrara un hub tecnologico dedicato all’agroalimentare.
La seconda parte dell’incontro si è trasformata in un confronto diretto con gli studenti. Sul tavolo, i temi che attraversano la loro generazione: l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, la fuga di cervelli dal territorio ferrarese, le professioni che nasceranno nei prossimi anni e il rischio che intere competenze possano essere superate nel giro di pochi anni.
Una lezione che, più che chiudere un percorso, ha aperto nuove domande. E che ha restituito il senso più profondo della Scuola di Sviluppo Territoriale: dimostrare come le grandi visioni industriali possano nascere anche in provincia, crescere dentro una comunità e dialogare con il mondo. A tirare le fila dell’anno accademico appena concluso sono stati i saluti finali del presidente della Scuola, Ruggero Villani, direttore generale di Confcooperative Romagna-Estense.
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