Tresignana. I Carabinieri della Stazione di Tresignana nella serata di ieri, venerdì 29 maggio, hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione, emesso dal magistrato di sorveglianza del Tribunale di Bologna, nei confronti di un 60enne del posto.
Il provvedimento ha disposto la sospensione del beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali, con il conseguente e immediato trasferimento dell’uomo in carcere.
La decisione dell’autorità giudiziaria scaturisce dall’arresto in flagranza eseguito dagli stessi militari appena due giorni fa. In quell’occasione, i Carabinieri erano intervenuti nell’abitazione di una coppia, accertando che l’uomo – in evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di alcol – aveva aggredito fisicamente e verbalmente la moglie al culmine dell’ennesima lite. La donna, che presentava vistosi segni al volto e alle braccia, aveva trovato il coraggio di denunciare gli abusi subiti ai Carabinieri intervenuti.
Dopo la convalida dell’arresto, il Tribunale di Ferrara aveva disposto per il 60enne il divieto di avvicinamento alla persona offesa e l’obbligo di firma quotidiano presso la locale Stazione dell’Arma.
Tuttavia, l’indagato si trovava già sottoposto alla misura alternativa alla detenzione per precedenti condanne per lesioni personali e porto abusivo di armi commessi anche in altre province.
In seguito al nuovo grave episodio di violenza domestica, i Carabinieri hanno immediatamente segnalato la condotta al Tribunale, richiedendo il ripristino della reclusione. Il magistrato di sorveglianza di Bologna ha così revocato il beneficio, rilevando come il comportamento del 60enne abbia violato le condizioni imprescindibili della misura alternativa, prima fra tutte l’impegno a non commettere ulteriori reati.
L’uomo è stato quindi portato nel carcere di Ferrara, dove espierà il residuo di pena (1 anno e 5 mesi) alla quale è stato condannato.
Con l’occasione, l’Arma dei Carabinieri rinnova “l’invito a tutte le vittime di violenza domestica o di genere a segnalare tempestivamente ogni forma di abuso, sia fisico sia psicologico, contattando il numero di emergenza nazionale “112” o rivolgendosi direttamente alle Stazioni capillarmente dislocate sul territorio”.
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