Attualità
25 Maggio 2026
Stanziati 15,4 milioni all’Ausl e 3,1 milioni all’Azienda ospedaliera. Scontro politico sul finanziamento della sanità pubblica tra centrosinistra e centrodestra

A Ferrara oltre 18 milioni dalla Regione per coprire i disavanzi delle aziende sanitarie

di Redazione | 3 min

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Oltre 18 milioni di euro destinati al territorio ferrarese per garantire il pareggio dei bilanci sanitari 2025. È quanto previsto dal provvedimento approvato dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali della Regione Emilia-Romagna, che ha dato il via libera allo stanziamento complessivo di 118,1 milioni di euro a favore delle aziende sanitarie regionali.

Nel dettaglio, all’Ausl di Ferrara andranno 15.472.902 euro, mentre all’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara sono stati assegnati ulteriori 3.097.960 euro. Risorse che serviranno a coprire integralmente le perdite d’esercizio e a garantire l’equilibrio dei conti senza riduzioni dei servizi sanitari.

Il tema ha acceso il confronto politico in Regione. Da una parte la maggioranza di centrosinistra ha difeso la scelta della giunta regionale, sottolineando le difficoltà determinate dal sottofinanziamento nazionale della sanità; dall’altra il centrodestra ha parlato di criticità strutturali del sistema sanitario emiliano-romagnolo.

Ad aprire i lavori della commissione è stato il presidente Gian Carlo Muzzarelli, che ha ribadito “il massimo impegno per garantire la tenuta del nostro sistema sanitario universalistico” con l’obiettivo di “rispondere ai bisogni di salute degli emiliano-romagnoli”.

L’assessore regionale alla Sanità Massimo Fabi ha invece difeso le scelte della Regione in materia di politica sanitaria, in un quadro che viene definito particolarmente complesso per tutte le amministrazioni regionali italiane.

Nel documento approvato si evidenzia infatti come nel 2025 la spesa sanitaria sia cresciuta del 3,6%, a fronte di un incremento del Fondo sanitario nazionale fermo all’1,8%. A incidere sui conti sono soprattutto l’aumento della spesa farmaceutica ospedaliera, in particolare per farmaci oncologici e terapie innovative, i maggiori costi energetici e inflattivi, i rinnovi contrattuali del personale sanitario e l’introduzione del nuovo nomenclatore tariffario.

Sul fronte politico sono intervenuti anche il capogruppo regionale del Partito Democratico Paolo Calvano e la vicecapogruppo Alice Parma, che hanno difeso l’intervento della Regione.

“L’approvazione dei bilanci delle aziende sanitarie certifica ancora una volta la solidità del sistema sanitario dell’Emilia-Romagna e la scelta politica della Regione di continuare a investire sulla sanità pubblica e universalistica”, dichiarano i due esponenti dem.

“Ancora una volta le Regioni si trovano a dover sostenere costi crescenti senza un adeguato supporto da parte del Governo nazionale”, aggiungono Calvano e Parma, sottolineando che la Regione ha scelto di garantire “la copertura del disavanzo senza tagli ai servizi e continuando a sostenere il sistema sanitario regionale, a partire dal personale sanitario e sociosanitario”.

Critiche sono invece arrivate dai consiglieri del centrodestra. Nicola Marcello ha sostenuto che “la storia del sottofinanziamento da parte dello Stato non esiste”, mentre Marta Evangelisti ha parlato di “drammatica situazione dei bilanci della sanità regionale”.

Tra i temi emersi nel dibattito anche quello della carenza di personale medico e infermieristico, problema che riguarda anche il territorio ferrarese, alle prese con l’invecchiamento della popolazione e con una crescente domanda di assistenza sanitaria e sociosanitaria.

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