Dopo appena sei mesi il questore Nicola Falvella lascia Ferrara. La notizia, data in anteprima dalla Nuova Ferrara, è stata confermata da ambienti della Polizia di Stato e troverebbe origine in contrasti istituzionali con le altre forze dell’ordine e la Prefettura.
Un incarico, quello di Falvella, quasi da record per la sua breve durata. Per lunedì mattina è prevista una conferenza stampa durante la quale il dirigente saluterà la provincia estense.
Prima di insediarsi a Palazzo Camerini a inizio dicembre, il questore era stato alla guida di Pavia, e ancora prima esperto per la sicurezza e direttore dell’Ufficio di coordinamento della rete degli Esperti e Ufficiali di collegamento delle Forze di Polizia italiane presenti nei Paesi dell’Europa occidentale e dell’Africa nord-occidentale, con sede a Parigi.
Falvella ha lavorato a lungo nel settore antiterrorismo in particolare: ha ricoperto la carica di direttore delle relazioni e della cooperazione internazionale nella Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e in questa veste è stato capo della delegazione italiana al Terrorism Working Group dell’Unione Europea, rappresentante italiano nel Police Working Group on Terrorism, rappresentante italiano al Subgroup ‘pratictionners’ del Gruppo Roma/Lione G8, componente del Comitato di Sicurezza Finanziaria presso il Ministero dell’Economia per l’applicazione delle liste Un sul terrorismo e componente della Commissione Intergovernativa italo-francese per la Sicurezza del Traforo del Monte Bianco.
Sempre durante la sua permanenza presso la Direzione Centrale Antiterrorismo, Falvella ha partecipato, per conto della Commissione Europea, alla ‘Peer review’ del settore sicurezza in Tunisia, in qualità di esperto antiterrorismo.
L’esperienza professionale di Nicola Falvella ha visto un lungo impiego operativo presso la Digos di Roma, dove lo stesso ha condotto con successo indagini sul terrorismo di matrice nazionale e internazionale, che hanno portato alla cattura di terroristi italiani e stranieri.
In precedenza Falvella ha prestato servizio presso la Questura di Roma e di Milano, dirigendo uffici investigativi e di pubblica sicurezza, dove ha condotto con successo indagini sulla criminalità comune e organizzata e ha gestito attività di ordine pubblico in contesti difficili e in occasione di grandi eventi sportivi e istituzionali.
Al suo posto dovrebbe arrivare Luigi Silipo, 57 anni, attuale questore di Viterbo. Silipo comincia il servizio attivo nel 1992, quando, dopo aver frequentato il corso quadriennale di formazione funzionari, viene destinato a Reggio Calabria.
Nel corso degli anni svolge numerose attività investigative che consentono la cattura di latitanti di massima pericolosità delle cosche di ‘ndrangheta De Stefano, Alvaro, Pelle, Cordì, Cataldo e numerose operazioni che consentono di disarticolare le più importanti ‘ndrine del reggino. Tra tutte, le indagini sull’omicidio del vicepresidente del consiglio regionale Franco Fortugno, le indagini sulla faida di San Luca tra le cosche Nirta/Strangio e Pelle/Vottari, la strage di Duisburg e la c.d. operazione “Il Crimine”, che ha permesso di ricostruire la struttura e l’organizzazione della ’ndrangheta a livello mondiale, individuando “locali” anche in Australia e Canada.
Nel 2011 assume la dirigenza della Squadra Mobile di Torino. Anche in questa sede continua l’attività di contrasto alle organizzazioni mafiose, in particolare con l’operazione c.d. “Alto Piemonte” sulle famiglie Raso e Di Giovanni.
Con l’indagine “Brigada” in materia di criminalità straniera, viene inoltre dimostrata, per la prima volta in Italia, l’esistenza di un’associazione mafiosa composta da soli cittadini romeni.
Nel capoluogo piemontese dirige inoltre le indagini sulla piazza di spaccio del quartiere San Salvario, nonché su vari omicidi tra cui l’assassinio del consigliere comunale Alberto Musì, occorso nel 2012 nel centro di Torino, che consentono di individuare e trarre in arresto il responsabile del delitto che sconvolse il capoluogo piemontese.
Trasferito nel 2015 presso la Questura di Roma, dove assume la dirigenza della Squadra Mobile capitolina, dirige numerose attività sulla criminalità organizzata autoctona, in particolare sulle famiglie Spada di Ostia e Casamonica.
L’attività si concentra anche sulla cattura latitanti, da citare in particolare l’arresto in Spagna di Fausto Pellegrinetti, esponente della Banda della Magliana irreperibile da 20 anni e, sempre in Spagna, di Gallace Antonio appartenente alla omonima famiglia di ‘ndrangheta, mentre, a Roma, in zona residenziale vengono arrestati i latitanti Strangio Antonio e Strangio Giuseppe appartenenti all’omonima famiglia coinvolta nella strage di Duisburg.
Particolarmente impegnato al contrasto alla violenza di genere, dirige numerose indagini su atti persecutori, violenza su minori e sui drammatici fatti che portarono alla morte di Sara Di Pietrantonio e Desire Mariottini, attività queste che hanno consentito di individuare i responsabili dei due delitti.
Da maggio 2023 a maggio 2024 ha ricoperto l’incarico di Questore della Provincia di Macerata per poi passare a Viterbo.
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