La farmacia del Delta chiusa per il patrono
In occasione della festa del patrono di Lagosanto, San Venanzio, che ricorre il 18 maggio, nella giornata di lunedì il Servizio di Farmacia Ospedale del Delta Lagosanto sarà chiuso al pubblico
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Presentato il programma della 31ª edizione della Sagra della Fragola che si terrà dal 8 al 10 maggio e dal 15 al 17 maggio con un appuntamento speciale il 12
Più di tre mila addetti e una filiera che copre ogni passaggio, dalla pianta alla distribuzione: sono i numeri del Gruppo Salvi, protagonista della visita della Scuola di Sviluppo Territoriale di Ferrara a Lagosanto
Si è concluso nei giorni scorsi, presso la Sala Paola Ricci dell’Ecomuseo della Bonifica di Marozzo, l’incontro dal titolo “Migranti e migrazioni nel Delta del Po” ha analizzato il modello di accoglienza della Salvi Vivai di Lagosanto
Un’officina meccanica completamente abusiva, allestita all’interno di un garage privato, è stata scoperta dai Carabinieri della Stazione di Lagosanto insieme ai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Comacchio
Lagosanto. Terra cruda che racchiude conchiglie, paglia del riso, cenere che diventa opera d’arte, per poi tornare materia viva grazie al lavoro dell’acqua e del tempo. La straordinaria opera “Acqua, Terre e Tempo” dell’artista giapponese Hiromasa Tayga Abe è la vincitrice della nona edizione del Premio di Scultura promosso dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara. L’installazione entra a far parte della collezione permanente del Parco delle Sculture di Marozzo, il suggestivo museo a cielo aperto incastonato nella cornice dell’Ecomuseo della Bonifica di Marozzo a Lagosanto.
L’opera, che è stata inaugurata il 20 maggio, è il frutto di una raffinata sintesi tra la tradizione architettonica giapponese e la sensibilità verso il paesaggio locale, e si compone di tre strutture tridimensionali che richiamano forme naturali come crisalidi o conchiglie, la maggiore delle quali svetta fino a 5 metri di altezza. Realizzata con un’anima in bambù e un rivestimento in terra cruda giapponese (sakan) la scultura utilizza materiali organici che “respirano”, tra cui paglia e cenere potenzialmente derivanti dalle coltivazioni di riso tipiche di Lagosanto. L’acqua, elemento cardine della bonifica, funge da legante vitale, simboleggiando il ciclo della trasformazione e della rinascita.
Una scultura dalla natura effimera e spirituale, come ha spiegato l’artista: “Questa opera nasce dai sedimenti del fondo del fiume Po. È una materia viva, attivata dalla reazione tra cenere vulcanica e calce. Nel lungo ciclo della materia, assume una forma solo per un momento effimero come opera d’arte, guidata dalla volontà umana ma aperta alla natura. Con il tempo, erbe e fiori possono emergere, mentre i microrganismi iniziano a trasformarla. Senza intervento, l’opera si disgrega lentamente e ritorna alla terra da cui proviene. È un tentativo di avvicinare l’intenzione umana al ritmo naturale delle cose, abitando il tempo, senza opporvisi”.
In occasione della premiazione, Riccardo Mantovani, presidente della giuria – composta anche da Paola Cavicchi (dirigente del Consorzio), Caterina Cornelio (membro esterno), Mara Gessi (membro esterno), Antonio Caselli (in rappresentanza dell’Istituto Dosso Dossi), Elena Roversi (studentessa dell’Istituto Dosso Dossi), Serena Zheng Chenxi (aiuto segreteria e studentessa dell’Istituto Dosso Dossi), Katia Minarelli (capo settore del Consorzio con funzioni di segretario) – ha voluto sottolineare il valore culturale del Premio: “Questo sarà il mio ultimo intervento al concorso di scultura promosso dal Consorzio di Bonifica perché il mio incarico è giunto al termine. Non mancherò però di prestare attenzione a questo ente che ho vissuto da vicino per due decenni e che ha intrapreso una strada “giusta”: aprire alla cultura, all’arte, allo sport per allargare la platea degli interlocutori abituali del Consorzio. In questi anni le persone – i ferraresi ma anche i visitatori del nostro splendido territorio – hanno potuto accomodarsi nelle poltrone di una platea immaginaria per guardare e confrontarsi con la nostra struttura, anche grazie a questi eventi. L’opera premiata oggi ha un valore intrinseco particolare: è un monito alla globalizzazione. È meraviglioso che il basso ferrarese venga valorizzato con la scultura di un artista che viene da un paese quasi agli antipodi rispetto al nostro ma credo sia proprio questa contaminazione culturale con un Oriente apparentemente lontano a garantire la sua unicità e uno sguardo verso il sole che sorge e il futuro”.
Piena soddisfazione per questa profonda connessione tra paesaggio di bonifica e arte anche da parte del vicepresidente del Consorzio, Luca Natali: “La scorsa settimana abbiamo presentato un primo progetto per il riconoscimento del paesaggio di bonifica patrimonio dell’umanità Unesco. Un passaggio importante perché il paesaggio che ci circonda non è fatto solo di canali, manufatti idraulici ma di identità, memoria e cultura del territorio. In questo contesto si inserisce alla perfezione questo premio che va ad arricchire la collezione di Marozzo, un esempio di come l’arte si integri perfettamente proprio con quel paesaggio di bonifica che diventa anche un patrimonio di bellezza. L’opera “Acqua, Terra e Tempo” si pone dunque come un ponte tra la terra del Delta e il mondo, testimoniando la capacità dell’uomo di abitare il tempo in armonia con la natura e il paesaggio che lo circonda”.
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