Lagosanto
4 Maggio 2026
I responsabili del personale spiegano la gestione dei flussi tra sfide logistiche e il calo della manodopera europea

Migranti e lavoro, l’esempio di Salvi Vivai: “L’obiettivo è far sentire il lavoratore accolto”

di Redazione | 2 min

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Marozzo. Si è concluso nei giorni scorsi, presso la Sala Paola Ricci dell’Ecomuseo della Bonifica di Marozzo, l’incontro dal titolo “Migranti e migrazioni nel Delta del Po”, che ha analizzato il modello di accoglienza della Salvi Vivai di Lagosanto.

Un appuntamento per analizzare le dinamiche del lavoro agricolo e l’evoluzione dei flussi migratori stagionali in un territorio dove l’integrazione è diventata il motore produttivo del settore vivaistico.

A portare la testimonianza della Salvi Vivai, azienda di Lagosanto, sono stati i responsabili del personale Duca Vittoria Dana e Irfan Akram. Le loro relazioni hanno delineato un modello organizzativo capace di adattarsi con flessibilità alle diverse esigenze culturali e logistiche dei lavoratori.

Duca Vittoria Dana, da 15 anni in azienda e responsabile per il personale ucraino, polacco, rumeno e moldavo, ha sottolineato come la gestione dei flussi stagionali richieda un equilibrio tra efficienza e sensibilità.

“Per i lavoratori che arrivano dalla Romania – ha sottolineato Duca Vittoria Dana – durante i picchi stagionali, l’azienda non offre solo un impiego, ma garantisce alloggio, servizi di lavanderia, spazi per lo svago e trasporti gratuiti per le commissioni quotidiane. L’obiettivo è far sentire il lavoratore accolto”.

Durante la conferenza è emersa però una problematica: il numero di lavoratori provenienti dall’Est Europa è in calo e si fatica a trovare nuove persone disposte a venire in Italia. Il gruppo dei lavoratori stagionali, tende infatti a non rinnovarsi: a tornare sono ormai quasi sempre le stesse persone, mentre mancano nuovi ingressi che possano garantire la continuità del servizio per il futuro.

Speculare ma differente è la realtà descritta da Irfan Akram, referente per la comunità pakistana. Quest’ultima conta circa 350 dipendenti e si distingue per una presenza ormai stanziale sul territorio. A differenza dei flussi stagionali, la maggior parte dei lavoratori pakistani hanno scelto di radicarsi, prendendo casa in affitto principalmente nel comune di Portomaggiore. L’azienda supporta questa stabilità mettendo a disposizione servizi di trasporto per collegare le residenze ai siti di lavoro.

A chiusura dell’evento è stato proiettato un filmato che, oltre a dare voce alla proprietà, ha illustrato nel dettaglio i settori operativi dell’azienda e le diverse varietà coltivate, offrendo una panoramica completa della realtà Salvi Vivai.

Salvi Vivai si pone in prima linea nel contrasto al caporalato e allo sfruttamento, spiega il filmato: una missione che si traduce in contratti regolari, paghe dignitose e una fitta rete di servizi gratuiti.

“In un settore troppo spesso sotto la lente della cronaca per episodi di irregolarità – chiudono gli organizzatori -, l’esperienza di Lagosanto dimostra che l’etica del lavoro e la qualità produttiva possono, e devono, procedere di pari passo”.

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