Copparo
20 Maggio 2026
Presentato, sabato 16 maggio, libro “Lettere dalla steppa” di Simone Girardi

Al museo La Tratta il ricordo di chi non tornò dalla Campagna di Russia

di Redazione | 3 min

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Copparo. Pagine che parlano di uno dei più drammatici episodi della storia contemporanea, di giovani uomini che partirono per il fronte inconsapevoli della sorte che li attendeva, di madri che hanno tenuto invano aperta la porta di casa, sperando che i loro figli un giorno potessero varcarla per riabbracciarli.

A racchiuderle è il libro “Lettere dalla steppa: storia di coloro che non tornarono. La Campagna di Russia (1941-1943) nelle memorie degli italiani sul fronte del Don” scritto da Simone Girardi, edito da Biblion Edizioni e con prefazione della professoressa Maria Teresa Giusti, che è stato presentato sabato 16 maggio al Museo La Tratta di Copparo, suscitando riflessioni e commozione tra il pubblico presente.

L’evento, curato dall’associazione Archeologi dell’Aria con il patrocinio del Comune di Copparo, ha rappresentato un vero e proprio viaggio nella memoria, nel ricordo di quei soldati italiani inviati in battaglia sul fronte orientale, ben 229.000, dei quali più di un terzo non poté più riabbracciare la propria famiglia. Ottantadue di loro, secondo gli elenchi dell’Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia, erano copparesi.

Tra coloro che non tornarono vi fu il Caporal maggiore alpino infermiere della Divisione “Cuneense” Deglause Legnani, originario di Ambrogio, figlio di Iside Pedriali e Celeste Legnani, che partì per il fronte russo il 10 agosto 1942 e di cui non si ebbero più notizie dal 10 gennaio 1943. La sua storia, riemersa dai ricordi di famiglia dell’autore, ha ispirato il volume: è stato infatti il nonno di Girardi, Mario Vincenzi, a trasmettere al nipote la memoria di Deglause; ed è stato lo zio dello stesso autore, Enzo “Nicolino” Vincenzi (anch’egli cugino di Deglause, presente all’incontro a La Tratta) che, nei cassetti di casa, ha trovato la lettera che Legnani spedì alla famiglia il 6 aprile 1941, mentre era in marcia per il ritorno dal fronte greco-albanese: “Carissimi, sono sempre in attesa di una vostra nuova.

Però vi spero tutti bene come me, che ho una salute di ferro ed un morale altissimo – recita la missiva -. È dal 23 marzo che sono in marcia e spero di arrivare presto a destinazione ed anche a casa che ne ho tanta voglia di arrivarci. Vi giungano ora i più fervidi auguri di buona Pasqua, tanti saluti e molti bacioni anche ai bimbi. Vostro Deglause”. Una fonte importante per il lavoro di ricerca che Simone Girardi ha condotto, prima in ambito accademico, poi nel libro, sia per ricostruire i drammatici accadimenti ed esiti della Campagna di Russia, attraverso le parole, i libri, le lettere, le testimonianze di chi li visse, sia per restituire la figura di Legnani.

Dopo l’introduzione da parte del vicepresidente dell’associazione Archeologi dell’Aria Giovanni Carlini, affiancato dal presidente Gianluca Mazzanti, l’assessore alla Cultura Francesca Buraschi ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale e ha ricordato l’importanza della memoria: «La storia è maestra di vita. Se Mussolini avesse studiato la disastrosa campagna napoleonica in Russia, si sarebbero risparmiate tante giovani vite. La storia aiuta a non commettere più gli errori del passato e divulgarla è fondamentale, soprattutto per le nuove generazioni».

Dopo la presentazione del libro, molto partecipata, toccante è stato l’intervento di Alessandro Lepore, 1° Luogotenente f. (alp.), sottufficiale responsabile del Tempio nazionale di Cargnacco, sacrario dedicato ai caduti e ai dispersi nella campagna di Russia, che ha testimoniato le difficoltà e l’impegno nel tempo per dare alle famiglie risposte sul destino dei loro cari che non tornarono, e dare a questi ultimi un volto, un nome e un degno tributo.

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