“Un artista poliedrico che, nonostante la sua lunga permanenza a Milano e i suoi viaggi intorno mondo, non ha mai dimenticato le proprie radici e ha lasciato una grande eredità al territorio”.
Recita così il messaggio che l’amministrazione comunale di Copparo ha consegnato ai media in occasione del 32º anniversario della scomparsa di Dante Bighi.
Un messaggio che contiene una grande verità ma omette un’altrettanto grande lacuna. É vero, verissimo, che Dante Bighi – da benefattore – non abbia mai dimenticato le proprie radici e che abbia lasciato una grande eredità al territorio.
Manca però, a corredo della nota arrivata dal Municipio, il fatto che quell’eredità e quell’amore dimostrato dall’artista per le sue, direbbe Pavese, “radici feroci”, sembra non siano stati contraccambiati negli ultimi anni.
Villa Bighi, infatti, la casa che nel 1984 ha donato al Comune di Copparo insieme alla sua preziosa biblioteca (dove figura una poderosa Bibbia illustrata da Salvador Dalì) e alle sue opere, sta letteralmente cadendo a pezzi.
E questo a dispetto dell’unica premura, consegnata nel testamento, che l’illustre de cuius aveva posto come vincolo: che servisse alla crescita culturale e intellettuale delle future generazioni.
Del ‘misfatto’ culturale e intellettuale si viene a conoscenza proprio grazie alla denuncia delle legittime eredi di Bighi: Claudia, Luciana e Lucilla Foglia. Con loro anche l’ex sindaco Alfredo Bertelli (già sottosegretario alla Regione e vice commissario alla ricostruzione post sisma dell’Emilia), che lo stesso Bighi aveva insignito del ruolo di controllore affinché il Comune rispettasse puntualmente gli impegni previsti negli atti di donazione.
Anche perché Dante Bighi non è stato uno qualunque. Alcuni suoi loghi sono diventati celebri e molti ferraresi non sanno nemmeno che negli ultimi decenni hanno vissuto, inconsapevolmente, in mezzo all’arte e al genio di questo artista.
Suoi sono ad esempio i marchi della Camera di Commercio e della Provincia di Ferrara, di PAM supermercati, dell’Università Bocconi, del Touring Club, di Illy caffè, della Domenica sportiva.
Ha creato campagne pubblicitarie – per ricordare le più celebri – per l’aeroporto Malpensa, i Gelati Motta, Philips, Miralanza, Sweda, Teatro alla Scala.
Se pensiamo alla musica ricordiamo le copertine di dischi dei primi LP di Fabrizio de André.
Eppure, nonostante tutto questo patrimonio culturale che qualsiasi Comune invidierebbe, a Copparo qualcosa non sta funzionando. Le eredi (non presenti alla cerimonia per motivi di salute) lamentano infatti che, “da più di un anno segnalano uno stato di evidente degrado e un’inusuale incuria del patrimonio donato”.
Un patrimonio che annovera anche la raccolta di quadri d’autore formata da circa 90 opere di importanti artisti che era collocata nella galleria della Torre Estense e la sua splendida Villa con l’enorme parco, impreziosita dalle sue opere artistiche e dall’archivio del suo prezioso lavoro di grafico.
Se guardiamo solo alla collezione di quadri, basti pensare che tra le opere figurano le firme di Lucio Fontana, Andy Warhol, James Rosenquist, Giò Pomodoro.
Anche per sapere che fine ha fatto tale patrimonio, eredi e curatore testamentario chiedono di conoscere “in quali luoghi e in quali condizioni oggi siano tenute le opere donate, visto che da tempo non sono più esposte al pubblico”.
Lo chiedono oggi pubblicamente anche perché nel recente passato le loro richieste, sia verbali di incontri con gli amministratori, sia formali via pec tramite avvocato, sono rimaste inevase.
“A questo scopo – avvertono eredi e curatore – è giusto ricordare che, accettando le donazioni con delibere consigliari che vincolavano l’amministrazione comunale a svolgere tutti gli interventi che nel tempo si sarebbero resi necessari per mantenere in ottimo stato gli immobili donati e a valorizzare il patrimonio artistico promuovendone la conoscenza”.
Fino ad oggi non è giunta alcuna risposta “e nessun segnale di disponibilità neppure a valutare una situazione a dir poco critica e preoccupante. L’urgenza di affrontare approfonditamente la situazione è data anche dal fatto che in questi giorni abbiamo appreso che da questo stesso anno è venuta a scadere la convenzione che da diversi anni il Comune, con il nostro pieno accordo, aveva attivato con il Centro Studi Villa Bighi. Ma ancor più preoccupante è la notizia pubblicata dai responsabili di tale sodalizio che non sono più disponibili a continuare il prezioso lavoro fin qui svolto”.
“Restando in attesa di poter discutere seriamente e concretamente con chi può e si deve assumere la responsabilità di onorare gli impegni – concludono – che gli provengono dalle condizioni imposte dal donante, ribadiamo che non smetteremo di percorrere tutte le strade possibili affinché le “chiare e precise” volontà testamentarie assieme agli altrettanto “chiari e precisi obblighi” posti in capo al beneficiario verranno fatti pienamente rispettare”.