Economia e Lavoro
19 Maggio 2026
Zanirato e Covi (Uil): "La salute non va in vacanza e la flessibilità organizzativa non può essere una strada a senso unico che schiaccia chi lavora"

Sanità. “Il ‘Piano Ferie’ non può diventare strumento di riduzione dei servizi”

di Redazione | 3 min

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“Il “Piano Ferie” non può diventare strumento di riduzione dei servizi”. Massimo Zanirato, coordinatore Uil Ferrara, e Davide Covi, segretario generale Uil Fpè di Ferrara, sostengono che le Aziende Sanitarie non possano “scaricare la carenza cronica di organico sul diritto alla cura dei cittadini e sui diritti dei lavoratori”.

“Anche quest’anno – proseguono – la soluzione individuata dalle Aziende Sanitarie di Ferrara per garantire il sacrosanto diritto alle ferie dei dipendenti sarà la più miope e penalizzante per i cittadini: riduzione dei posti letto e delle attività chirurgiche e accorpamento di servizi”.

A appoggiare i due sindacalisti anche la Uil Emilia Romagna e la Funzione pubblica regionale che esprimono “un fermo e totale rifiuto verso questa deriva gestionale dove, invece di procedere con le assunzioni necessarie e strutturali per garantire continuità delle prestazioni sanitarie, le Aziende scelgono la strada più breve ma più dolorosa: ridurre l’offerta della sanità pubblica ai cittadini ferraresi”.

Zanirato e Covi sostengono “come i cittadini e gli operatori della sanità siano stanchi di vedere trasformata l’estate in un periodo di riduzioni di attività della nostra sanità”.

“È infatti necessario ricordare con forza – proseguono – che le ferie e non solo quelle estive, sono un diritto contrattuale irrinunciabile, in quanto finalizzate alla tutela psicofisica del lavoratore. Si tratta di un pilastro fondamentale della salute e della sicurezza sul lavoro che non può in alcun modo essere messo in contrapposizione con il diritto alla salute dei cittadini. Se per mandare il personale in ferie l’unica soluzione percorribile è ridurre le attività ai cittadini significa che il sistema è al collasso e che la governance aziendale ha fallito nella gestione di servizi fondamentali per le collettività locali, quali quelli alla salute”.

Uno scenario che svelerebbe “una gestione fallimentare in cui anche la politica locale ha delle responsabilità”. “I sindaci, in seno alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (Ctss), – dicono – hanno la responsabilità di programmazione, indirizzo, verifica e controllo da esercitare in virtù della migliore visione strategica della sanità ferrarese. Ci troviamo invece di fronte a una prospettiva di drastico peggioramento delle condizioni di lavoro dei professionisti sanitari e di una riduzione dell’offerta di sanità pubblica verso i cittadini”.

“Ridurre i posti letto e gli interventi chirurgici d’estate – spiegano – significa inoltre in prospettiva alimentare le già lunghe liste di attesa, generando una frustrazione sociale che puntualmente si scarica sugli operatori della sanità, trasformandoli in potenziali bersagli di un’utenza esasperata”.

Ai manager che gestiscono la sanità e alla politica che ha responsabilità di programmazione e indirizzo, Zanirato e Covi suggeriscono “un salto di qualità e coerenza, smettano di dire che va sempre tutto bene perché a fronte dell’aumento da inizio anno della tassazione regionale i dipendenti e i cittadini si aspettano assunzioni per garantire continuità e benessere lavorativo e un potenziamento dei servizi, non certo diminuzioni dell’offerta della nostra sanità pubblica”.

“La salute – concludono – non va in vacanza e la flessibilità organizzativa, figlia di logiche semplicemente ragionieristiche, non può essere una strada a senso unico che schiaccia chi lavora in prima linea e limita l’accesso alle cure ai cittadini; la Uil Emilia Romagna non resterà a guardare in silenzio questo declino della sanità pubblica ferrarese”.

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