Si svolgerà lunedì 18 maggio lo sciopero generale indetto dalla Usb raccogliendo l’appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla. In Emilia Romagna le principali manifestazioni si terranno a Bologna (ore 10.00 da Piazza Maggiore) e a Rimini (Piazza Cavour, ore 9.00). La delegazione ferrarese del sindacato raggiungerà il concentramento di Bologna.
“La guerra, il genocidio in Palestina, la corsa al riarmo, l’attacco al diritto internazionale e il restringimento degli spazi democratici impongono un salto di qualità nella mobilitazione – scrivono dal sindacato -. Con lo sciopero generale chiediamo al Governo italiano la rottura immediata di ogni rapporto diplomatico, economico, commerciale e militare con lo Stato terrorista di Israele che rappresenta oggi un pericolo per l’intera umanità. Israele agisce nella totale impunità, calpestando il diritto internazionale, sostenuto dalla complicità politica, economica e militare dei governi occidentali”.
“Gli Stati Uniti insieme a Israele stanno portando il mondo dentro una guerra permanente e destabilizzano l’intero Medio Oriente – prosegue Usb -, anche attraverso l’aggressione all’Iran. Il genocidio del popolo palestinese, l’assedio di Gaza, la distruzione di interi territori e l’aggressione contro altri Paesi sono resi possibili anche dalla complicità degli Stati Uniti, che lo sostengono, lo finanziano, lo armano e lo coprono politicamente e militarmente”.
“Il Governo Meloni, l’Unione Europea e la Nato sono altrettanto responsabili, perché sostengono, coprono e legittimano questa deriva, scelgono la sudditanza agli Stati Uniti e a Israele e trasformano la guerra in politica industriale, in spesa pubblica militare, in riarmo e in sacrifici sociali scaricati sui lavoratori e sulle lavoratrici – aggiungono -. Sono responsabili anche delle conseguenze economiche e sociali che questa guerra produce sulla vita dei lavoratori e delle lavoratrici. Ogni bomba, ogni missione militare, ogni accordo bellico, ogni aumento delle spese militari si traduce in meno salari, meno sanità, meno scuola, meno welfare, meno pensioni, meno casa, meno sicurezza sociale”.
“Lo sciopero generale del 18 maggio vive dentro un percorso più ampio di mobilitazione contro guerra, genocidio, riarmo, repressione e impoverimento sociale – conclude Usb -. Le iniziative e le manifestazioni per la Nakba del 15 e del 16 maggio, a Roma e Milano e la Manifestazione Nazionale del 23 maggio a Roma sono passaggi di una stessa risposta politica e sociale: costruire un fronte largo del mondo del lavoro, degli studenti, dei territori, delle realtà solidali con la Palestina e di chi rifiuta la trasformazione della società in economia di guerra”.
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