Comacchio
13 Maggio 2026
Il consigliere provinciale Cristian Bertarelli chiede bonifica ambientale e un futuro condiviso per l'area di Valli Basse

Comacchio, la sfida sull’ex base Nato: “Va restituita al territorio”

di Redazione | 2 min

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Comacchio. Un ordine del giorno per chiedere la dismissione definitiva dell’ex base missilistica Nato “Sito 14” di Valli Basse, nel territorio di Comacchio, la bonifica ambientale certificata dell’area e un percorso condiviso per la sua futura destinazione. È quanto depositato in Consiglio provinciale da Cristian Bertarelli, che punta ad aprire un confronto istituzionale sul futuro dell’ex installazione militare dismessa da oltre trent’anni.

Il sito, entrato in funzione nel 1969 nell’ambito del sistema di difesa contraerea Nato, si trova nel cuore del Delta del Po, area riconosciuta dall’Unesco come parte del patrimonio “Ferrara, città del Rinascimento, e il suo Delta del Po” e inclusa nella Riserva della Biosfera MaB. Da anni versa in stato di abbandono, con episodi di degrado, intrusioni e criticità ambientali mai approfondite ufficialmente.

Secondo Bertarelli, il tema non avrebbe una valenza ideologica ma amministrativa e preventiva. Nel documento si evidenzia infatti come la posizione strategica dell’ex base – tra la vicinanza agli aeroporti internazionali di Bologna e Venezia, l’asse dell’A13, l’ospedale del Delta e altre infrastrutture del territorio – possa rendere l’area potenzialmente appetibile per future destinazioni emergenziali non condivise con gli enti locali.

Un riferimento che richiama il dibattito sviluppatosi nel Basso Ferrarese tra il 2023 e il 2024 e il caso dell’ex base militare di Zelo, nel Rodigino, indicati dal consigliere come esempi concreti di scenari già discussi a livello istituzionale.

L’ordine del giorno prevede una serie di passaggi precisi. Tra questi, una fase cautelare urgente con la Prefettura entro 15 giorni, la richiesta al Ministero della Difesa all’Agenzia del Demanio di una ricognizione giuridica, catastale e ambientale del bene entro 30 giorni, quindi la dismissione formale dal demanio militare e il trasferimento agli enti territoriali secondo quanto previsto dal decreto legislativo 85 del 2010.

Nel testo viene inoltre proposta la realizzazione di uno studio di fattibilità capace di valutare quattro possibili scenari: lo smantellamento integrale con rinaturalizzazione dell’area, la valorizzazione storico-culturale del sito, una riconversione civile pubblica oppure un utilizzo produttivo sostenibile. La scelta finale, sottolinea Bertarelli, dovrebbe coinvolgere Comuni, Regione, Ente Parco del Delta del Po e comunità locale.

“La Provincia – sostiene il consigliere – ha il dovere di tutelare un’area Unesco, un’economia turistica che nel 2025 ha superato i 2,2 milioni di presenze e genera circa 485 milioni di euro di valore aggiunto, oltre a una comunità che convive da decenni con un sito militare abbandonato”.

L’obiettivo dichiarato è trasformare l’ex base in un’occasione di rigenerazione ambientale, memoria storica e sviluppo sostenibile, attraverso una decisione condivisa e giuridicamente vincolante.

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