Portomaggiore. Non è solo colore su un muro, ma un manifesto collettivo di speranza. Venerdì 15 maggio, ore 17 presso il Sagrato della Chiesa Santa Maria Assunta di Portomaggiore, piazza Papa Giovanni XXIII, alunni e docenti dell’Istituto Comprensivo ‘F. Bernagozzi’ festeggeranno la conclusione del percorso che ha portato alla nascita del nuovo murales, un’opera di pregio che attraversa il cortile interno da via Mazzini a via Roma, nata dalla creatività di 415 alunni e alunne e dal coordinamento artistico di Marco Gallini.
L’iniziativa affonda le radici nel progetto triennale “Attiviamoci Responsabilmente”, coordinato dalla docente Patrizia Pichierri. Tutto è iniziato tre anni fa tra i banchi del Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi, dove gli studenti hanno chiesto all’Amministrazione di riqualificare il vecchio murales della scuola “M. Montessori”, risalente a 23 anni fa.
Da quel desiderio nacque “AppARTEngo al Bernagozzi”, un percorso che ha coinvolto undici classi: le prime A, B e C della secondaria “Adolfo Cavallari” coordinate dalla docente Sabina Buzzoni, la terza C della Primaria coordinate dalle docenti Chiara Periotto e Rita Toschi, gli alunni di 5 anni delle scuole dell’infanzia Nigrisoli e Pivanti coordinati dalle insegnanti Valentina Cisterna e Barbara Ferrari, e una rappresentanza di alunni della scuola primaria Montessori coordinati dalle insegnanti Chiara Bagnolati, Assunta Scutifero e Daniela Mingozzi. Nell’anno scolastico 2025/2026 ben 115 alunni della Montessori hanno ultimato l’opera pittorica che oggi completa il fregio urbano.
L’opera è un omaggio alla realtà multiculturale della comunità locale e ai valori universali. Al centro svetta la figura stilizzata del pittore Federico Bernagozzi: dalla sua tavolozza parte un arcobaleno a sette colori, simboli di amicizia, condivisione, partecipazione, collaborazione, tolleranza, rispetto e aiuto.
Il messaggio finale, “Pace senza frontiere”, campeggia in sette lingue diverse, ribadito da dieci foglie di ulivo che cadono da una colomba, segno di una speranza necessaria.
«Non è solo uno slogan – spiega la coordinatrice Patrizia Pichierri – ma un imperativo categorico. Promuovere la pace oggi significa partire dal rispetto per sé stessi, per gli altri e per i luoghi che abitiamo».
Aggiunge Stefania Carati, Csv Terre Estensi: «Desidero sottolineare il valore profondo di questa rete di solidarietà. Ogni progetto che lascia un segno nella comunità nasce da un’idea, ma cresce grazie alle persone che scelgono di esserci e di mettere a disposizione tempo, competenze, risorse e fiducia. Citarle tutte non è solo un ringraziamento formale, ma significa riconoscere che la differenza, nei territori, la fanno sempre le persone. Sono loro che trasformano un sogno educativo in un’opera condivisa, capace di parlare di pace, appartenenza e comunità».
Il progetto, che si è svolto nell’Istituto comprensivo diretto da Enrico Bertoli, è stato reso possibile da una straordinaria rete di solidarietà che ha coinvolto associazioni di volontariato e realtà produttive. Un ringraziamento speciale è andato a Waqas Bashir, presidente dell’Associazione PortAmico che ha consentito i contatti con Afsat Mehmood, proprietario dell’immobile dove è stato realizzato il murales, per aver sposato la valenza educativa dell’opera.
Hanno sostenuto l’iniziativa le associazioni Avis Portomaggiore, Portuense Ciclismo, Caduti da piccoli, Associazione Nazionale Carabinieri, Associazione polifonica “Il nuovo eco”, Amici per la promozione di Sandolo, PortAmico; imprese e cittadini: Impresa Baldo, Ottica Casoni, Ferramenta Bertoni, Tappezzeria Felloni, Zamagni Siderbriko, Lor. Mac, Farmacia Dott. Santi, Chi cerca trova di Manuela Tagliati, oltre ai privati Paola Goberti, Alberto Brina, Fausto Villani. All’opera hanno lavorato quest’anno le classi I D, II A, II C, III A e V C, coordinate dai docenti Susanne Kurz, Raffaella Po, Rita Padovani, Patrizia Pichierri, Federica Raminelli ed Elisa Lodi.
Queste le parole di Francesca Molesini, vicesindaca e assessora a Cultura, Biblioteca, Scuola, Politiche per l’infanzia: «Il murales “Senza frontiere” è molto più di un’opera artistica: è il simbolo concreto di una comunità che sa ascoltare i propri giovani e trasformare le loro idee in progetti condivisi. Questo percorso, nato all’interno del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, dimostra quanto sia importante dare spazio alla partecipazione attiva degli studenti, rendendoli protagonisti. Siamo orgogliosi di aver sostenuto un’iniziativa che unisce creatività, inclusione e valori universali come la pace, il rispetto e la collaborazione. Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questo bellissimo esempio di cittadinanza attiva».
«Questo murales rappresenta non solo un’opera artistica di grande valore, ma anche il risultato concreto di un percorso partecipato che mette al centro i giovani e la comunità», commenta l’assessore ai lavori pubblici Michel Bigoni. «Si inserisce nel solco del progetto di arte urbana ARTù, grazie al quale negli ultimi anni sono stati realizzati oltre 30 murales su tutto il territorio comunale. Un progetto che ha contribuito a riqualificare spazi urbani, rafforzare il senso di appartenenza e valorizzare il linguaggio dell’arte come strumento di dialogo».
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