Attualità
12 Maggio 2026
Dopo cinque mesi di sgombero gli sfollati chiedono verifiche sui conti e un piano immediato per tornare nelle proprie case

Grattacielo, esposto alla GdF: “Serve trasparenza sui conti”

di Pietro Perelli | 3 min

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Trasparenza sui conti e un piano per il rientro degli sfollati. È questo ciò che chiede Daniele Pachera, proprietario di un appartamento al Grattacielo dal 2021 e promotore, insieme a Filippo Calafato, del neonato Comitato per la Trasparenza, che ha già raccolto l’adesione di almeno un sesto dei condomini dell’edificio evacuato.

Sabato scorso, il 9 maggio, Pachera, a titolo personale, fa sapere di aver depositato una denuncia alla Guardia di Finanza in merito alla “gestione economica e finanziaria” dell’immobile. Un’iniziativa che vuole “fare chiarezza su un debito dichiarato di oltre 2 milioni di euro e sulla gestione di circa 1,3 milioni già versati dai condomini per lavori antincendio che, a quanto risulta dai rilievi tecnici, non sono stati eseguiti nelle parti comuni”.

“Perché ho fatto l’esposto? Perché c’è gente che dorme per strada ormai da cinque mesi. Quelli che hanno trovato un tetto con la Caritas hanno ancora qualche mese, poi non sanno dove andranno”, dice Pachera ai nostri taccuini.

Secondo Pachera dopo circa 5 mesi dallo sgombero in molti sarebbero già potuti rientrare alle proprie abitazioni. “L’elenco dei lavori da fare per rientrare – sostiene – consisterebbe in interventi relativamente limitati e non richiederebbe spese particolarmente elevate”.

Non a caso ci spiega che l’esposto chiede “di accertare la corrispondenza tra le somme versate dai proprietari e i pagamenti effettivamente ricevuti dalle ditte“. “In particolare – aggiunge -, si chiede luce sulla gestione che ha portato a svariate aste giudiziarie e sull’eventuale addebito di lavori privati all’interno della contabilità condominiale comune”.

Al centro dei dubbi di Pachera stanno i lavori deliberati nel luglio del 2018 dall’assemblea per l’adeguamento antincendio. “Nel verbale si stabiliva – dice – che le opere private sarebbero state contrattate e pagate direttamente dai condomini all’impresa esecutrice”.

Anche per questo il neonato comitato rivolge un appello al sindaco di Ferrara Alan Fabbri: “Il Comune di Ferrara è esso stesso proprietario di immobili all’interno del Grattacielo. Come ente pubblico che gestisce risorse della collettività, il Comune ha il dovere, oltre che l’interesse, di pretendere la massima trasparenza. Chiediamo al Sindaco di schierarsi al fianco dei cittadini onesti che vogliono solo tornare nelle proprie case in sicurezza, assicurandosi che non un solo euro pubblico o privato venga più sprecato in gestioni opache”.

L’obiettivo, spiegano, è quella di avere una “verità contabile” e una “separazione dei costi privati da quelli comuni” ma soprattutto “l’esecuzione immediata delle opere necessarie per revocare l’ordinanza di sgombero”.

Oltre ai condomini il Comitato si apre alla città, “non solo agli sfollati (proprietari e inquilini) che vivono il dramma dell’allontanamento da casa, ma a tutti i simpatizzanti e cittadini di Ferrara che hanno a cuore la legalità e la dignità urbana“.

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