Spettacoli
13 Maggio 2026
L’evento di Ferrara Musica inizierà alle 16.30 con un incontro condotto da Enzo Restagno sui contenuti della stagione concertistica

Recital del pianista Erik Bertsch dedicato a George Benjamin

(Foto di Javier del Real, Teatro Real)
di Redazione | 3 min

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Pomeriggio articolato al Ridotto del Teatro Comunale Claudio Abbado, oggi mercoledì 13 maggio. L’evento di Ferrara Musica inizierà alle 16.30 con un incontro condotto da Enzo Restagno, direttore artistico dell’associazione, che illustrerà in anteprima le linee programmatiche e i contenuti della stagione 2026/2027; sarà offerta al pubblico una panoramica dettagliata sulle scelte estetiche, sugli ospiti internazionali e sui percorsi tematici che caratterizzeranno il prossimo cartellone del teatro estense. A seguire, alle ore 17, il pianista Erik Bertsch proporrà un recital intitolato interamente incentrato sulla figura del compositore inglese George Benjamin e sul suo profondo e costante dialogo con la storia della musica europea. George Benjamin, per l’occasione ospite di Ferrara Musica, nato a Londra nel 1960 e allievo prediletto di Olivier Messiaen a Parigi, è oggi considerato uno dei più influenti e raffinati compositori viventi, insignito del Leone d’Oro alla carriera alla Biennale Musica di Venezia nel 2019 e del prestigioso Ernst von Siemens Music Prize nel 2023. La sua scrittura, nota per la straordinaria trasparenza orchestrale e una precisione quasi maniacale del dettaglio timbrico, si è imposta a livello internazionale sin dal successo precoce di “Ringed by the Flat Horizon” e si è successivamente consolidata con opere teatrali che hanno segnato il nuovo millennio, come “Written on Skin” e “Lessons in Love and Violence”.

Il programma del concerto non si limita a una rassegna cronologica di brani, ma delinea un percorso speculare di rimandi storici che parte dalla trascrizione pianistica della Fantasia n. 7 di Henry Purcell per giungere a “Piano Figures” del 2024, dieci brevi pezzi in cui Benjamin esplora la natura cinetica, le risonanze interne e le possibilità didattiche dello strumento. La parte centrale del concerto verterà sul rigore della scrittura polifonica, mettendo a confronto diretto il Canone all’ottava e il Contrapunctus n. 7 dall’Arte della Fuga di Johann Sebastian Bach con “Shadowlines” di Benjamin, una serie di sei preludi canonici composti nel 2001 in cui la tecnica del contrappunto viene utilizzata per generare armonie moderne e architetture sonore dove il silenzio e la risonanza diventano elementi strutturali. Il recital proseguirà analizzando la tradizione dei cosiddetti “soggetti cavati”, confrontando l’elegante omaggio a Haydn di Maurice Ravel con la “Meditation on Haydn’s Name” scritta da Benjamin nel 1982 per il 250° anniversario della nascita del compositore austriaco, per poi concludersi con un richiamo alla scuola francese rappresentato dalla grazia di “L’Entretien des Muses” di Jean-Philippe Rameau e dal giovanile e virtuosistico “Sortilèges”. Erik Bertsch, pianista nato nei Paesi Bassi ma formatosi interamente in Italia, è oggi un interprete di riferimento assoluto per questo specifico repertorio; diplomatosi con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio Cherubini di Firenze sotto la guida di Maria Teresa Carunchio, ha proseguito il perfezionamento con Alexander Lonquich all’Accademia Chigiana, Enrico Pace a Pinerolo, Riccardo Risaliti e Carlo Fabiano presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La sua intensa attività concertistica lo ha portato a esibirsi in contesti di rilievo nazionale ed internazionale. Le sue incisioni discografiche, tra cui spicca l’opera completa per pianoforte di George Benjamin pubblicata dall’etichetta Piano Classics nel 2024, hanno ottenuto una nomination agli International Classical Music Awards e il riconoscimento di “Disco del mese” per Classic Voice, ricevendo recensioni entusiastiche da riviste internazionali come Diapason e Classica.

Al termine dell’esecuzione musicale, il pomeriggio si concluderà con un brindisi in onore di George Benjamin, alla presenza degli organizzatori, dell’interprete e del pubblico, per celebrare l’opera del compositore e il forte legame che unisce la tradizione barocca alla creazione contemporanea.

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