La corsa come momento d’inclusione sociale. All’interno delle mura della casa circondariale ‘Costantino Satta’ di Ferrara, si terrà lunedì 18 maggio dalle 9.30 l’appuntamento sportivo e d’integrazione denominato ‘Vivicittà in carcere’ nell’ambito del progetto sociale ‘Le Porte Aperte’, promosso da Uisp Ferrara e patrocinato dal Comune di Ferrara.
La manifestazione ‘Vivicittà’, nata nei primi anni Novanta, che a Ferrara si è svolta il 12 aprile in piazza Cattedrale e contemporaneamente in altre città italiane, entra ancora una volta nella casa circondariale del territorio estense. Nel dettaglio dell’evento si terrà all’interno del perimetro interno della casa circondariale, i partecipanti effettueranno quattro giri per complessivi 3,2 km, con proclamazione del vincitore e podio. Al via previsto un gruppo di detenuti del penitenziario, oltre ad atleti del podismo ferrarese e non solo, tutti impegnati in una mattinata di attività sportiva ed integrazione.
I dettagli dell’iniziativa sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa, svoltasi in residenza municipale lunedì 11 maggio, dall’assessore comunale alle Politiche Sociosanitarie Cristina Coletti e dal referente del progetto elaborato da Uisp Ferrara Andrea De Vivo.
“Vivicittà in carcere” – commenta l’assessore alle Politiche Sociosanitarie, Cristina Coletti – rappresenta un’iniziativa di grande valore sociale e umano, capace di creare occasioni concrete di inclusione, benessere e relazione all’interno di un contesto complesso come quello della casa circondariale. Attraverso attività come questa si rafforza il legame con la comunità esterna e si promuovono percorsi positivi di partecipazione e crescita personale. Come Amministrazione comunale crediamo fortemente nel progetto ‘Le Porte Aperte’ e, più in generale, nelle iniziative che mettono al centro la persona, il reinserimento e la socializzazione. Per questo il Comune di Ferrara ha sostenuto l’attività con un contributo di 7.500 euro. Un ringraziamento a Uisp Ferrara per l’impegno, la sensibilità e la continuità con cui porta avanti progetti di alto valore sociale sul nostro territorio. Un sincero grazie anche alla Casa Circondariale e a tutti gli agenti che vi operano per l’importante realizzazione di progetti che impattano positivamente sulla vita dei detenuti”.
Andrea De Vivo nel corso della conferenza stampa ha spiegato come “l’evento ‘Vivicittà in carcere’ è nazionale e come in altre città, anche a Ferrara si potrà correre all’interno della casa circondariale. Un’iniziativa che s’inserisce in un progetto più ampio che unisce lo sport con il sociale, denominato ‘porte aperte’. A tal proposito si ringrazia l’Amministrazione comunale per il sostegno, quest’anno, tra l’altro, abbiamo avuto un maggiore contributo in quanto si è inserita anche l’iniziativa ‘papà in gioco’. Nel dettaglio del progetto oltre a ‘Vivicittà in carcere’, si sono potute praticare attività sportive quali gruppi di cammino e pallavolo, che sono state molto apprezzate dai detenuti e anche dalla struttura carceraria. Tutto questo incrementa il rapporto con l’esterno tra detenuti e comunità. Al ‘Vivicittà in carcere’ avremo il piacere di avere un campione internazionale come Iliass Aouani, oltre a Elisa Clementi, quest’ultima vincitrice dell’edizione di Ferrara e risultata prima a livello nazionale, insieme al loro tecnico Massimo Magnani”.
Obiettivi del progetto – La promozione della pratica motoria e sportiva nell’ambito carcerario quale opportunità di benessere psicofisico e socializzazione. Offrire opportunità per ‘vivere’ in modo diverso gli spazi detentivi. Un’opportunità di autogestione delle attività sportive attraverso momenti di formazione teorico-pratica volti alla costituzione di quadri tecnici quali, arbitri, giudici, allenatori capaci di gestire tornei sportivi interni e collaborare alla realizzazione di iniziative con soggetti esterni. Mantenere un costante collegamento con la realtà esterna al contesto detentivo attraverso la presenza periodicità di operatori esterni che conducono le attività e l’organizzazione di momenti sportivi che vedono la partecipazione di soggetti esterni. Il ‘Vivicittà in carcere’ s’inserisce in questo contesto.
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