Il caso dell’incidente stradale che ha coinvolto il sindaco di Ferrara Alan Fabbri e l’ex assessora Francesca Savini approda ufficialmente in Consiglio comunale con interrogazioni e una mozione di censura presentate dalle opposizioni, che chiedono chiarimenti sulla gestione della vicenda e, nel caso della Lista Civica Anselmo Sindaco, anche le dimissioni del primo cittadino.
L’episodio risale al 4 maggio scorso, quando l’auto su cui viaggiavano Fabbri e Savini è uscita di strada nel territorio di Sermide e Felonica, nel Mantovano, finendo contro un palo della luce. Savini, che era alla guida, è risultata positiva all’alcol test con un tasso superiore a 1,5 grammi per litro, con conseguente ritiro della patente, denuncia per guida in stato di ebbrezza e sequestro del mezzo.
Le opposizioni contestano le gestione istituzionale e comunicativa dell’episodio. I documenti sono firmati dai gruppi La Comune di Ferrara, Lista Civica Anselmo Sindaco e Movimento 5 Stelle. Al centro delle contestazioni ci sono il ritardo con cui la vicenda è diventata pubblica, il ruolo del sindaco come passeggero dell’auto guidata da Savini e la coerenza dell’amministrazione rispetto ale campagne sulla sicurezza stradale promosse negli anni.
Nell’interrogazione presentata da Anna Zonari, Leonardo Fiorentini, Fabio Anselmo e Arianna Poli (La Comune e Civica Anselmo) si chiede innanzitutto “per quali ragioni la notizia dell’incidente (lo ‘scoop’ di Estense.com, ndr) sia emersa soltanto diversi giorni dopo l’accaduto”. I consiglieri domandano inoltre se “membri della Giunta, funzionari comunale, legali, collaboratori o soggetti comunque riconducibili all’Amministrazione abbiano contattato […] il Comando intervenuto o altri soggetti istituzionali, al fine di sollecitare o suggerire di non trasmettere note o comunicazioni alla stampa”.
Le opposizioni sottolineano come la notizia sia diventata pubblica solo il 9 maggio, cinque giorni dopo l’incidente, e ricordano che proprio il giorno precedente il Comune aveva partecipato alla campagna regionale “Guardiamoci negli occhi” sulla sicurezza stradale.
Ancora più dura la mozione di censura della Civica Anselmo, che attribuisce al primo cittadino una responsabilità politica diretta. Nel documento si sostiene che “il Sindaco, in quanto passeggero presente sull’auto e figura istituzionale apicale dell’ente, avrebbe avuto il dovere politico, morale e civico di impedire che una persona in evidente o comunque grave stato di alterazione si mettesse alla guida”. Secondo i firmatari “un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l […] non rappresenta una lieve irregolarità, ma una condizione di alterazione grave, riconoscibile e incompatibile con la guida sicura”. Per questo la vicenda “produce un grave vulnus alla credibilità dell’Amministrazione comunale a alla sua c apacità di parlare autorevolmente di sicurezza stradale, legalità e responsabilità individuale”.
Nel testo viene contestata anche la gestione pubblica dell’accaduto: “la comunicazione tardiva della vicenda, avvenuta solo dopo la pubblicazione della notizia da parte della stampa, ha ulteriormente aggravato la percezione pubblica di opacità e reticenza”. Inoltre, secondo i consiglieri, “non risulta una chiara richiesta di scuse alla cittadinanza da parte del Sindaco per il rischio corso, per il danno reputazionale arrecato all’Ente e per il messaggio diseducativo trasmesso”. La mozione si conclude con la richiesta esplicita di dimissioni di Fabbri, ritenendo “venuto meno il rapporto di piena fiducia politica e istituzionale necessario a rappresentare la città”.
Anche il Movimento 5 Stelle, con un’interrogazione firmata dalla capogruppo Marzia Marchi, chiede chiarimenti sulle dinamiche dell’incidente. Pur esprimendo “la massima felicità per la sorte del Sindaco e dell’assessora Savini che sono usciti illesi”, il M5S richiama il contenuto dell’articolo 186 del Codice della strada e sottolinea che “il Sindaco non poteva non essere a conoscenza dello stato di ebbrezza dell’assessora visto che si erano recati insieme nel territorio mantovano”. Nel documento si fa inoltre riferimento al presunto rifiuto di accertamenti sanitari immediati dopo l’incidente, chiedendo spiegazioni “circa il proprio mancato intervento onde impedire la guida dell’auto […] in stato alterato da parte dell’assessora”.
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