“Piano casa deludente, tardivo e inadeguato”
Cgil e Sunia Ferrara intervengono sul Piano Casa, "un provvedimento che, nei fatti, si configura come un piano di dismissione del patrimonio pubblico"
Cgil e Sunia Ferrara intervengono sul Piano Casa, "un provvedimento che, nei fatti, si configura come un piano di dismissione del patrimonio pubblico"
Donata al Comune di Ferrara, quindi alla comunità ferrarese, l’illustrazione, realizzata da Claudio Gualandi, che ha celebrato i trent’anni dall’ingresso di Ferrara, come “Città del Rinascimento”, nella Lista del Patrimonio Mondiale tutelato dall'Unesco (1995-2025)
"L'edizione 2026 prevede una suddivisione di eventi in tre specifici momenti in programma i prossimi 14, 15, 16 maggio". Così l'assessore comunale alle Politiche per la Famiglia, Cristina Coletti, introduce "La Festa delle Famiglie"
Domenica 10 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata del Lupus, una malattia infiammatoria sistemica autoimmune che, in Italia, colpisce oltre 60.000 persone
Torna per la terza edizione, dal 14 al 16 maggio, l’European Projects Festival portando in città, con un programma gratuito, organizzazioni, professionisti, istituzioni, giovani e realtà culturali provenienti da 16 Paesi europei
E così arrivano i Green Angels della Coop e il parco sarà salvo. In uno slancio che sa di sovietico, come un sol uomo i volontari cooperativi accorreranno dunque a ripulire il Parco Bassani dopo la devastazione lasciata dai “concerti” e tutto sarà più verde di prima.
Praticheranno la nuova disciplina del “plogging”, migliore e più sano del “jogging”, perché a quanto pare è un “correre raccattando” insomma un “raccattanding” e bisogna immaginarseli i “joggers” ecologici che corrono e raccattano.
Per chi si ricorda ancora come si fa, provate a andare a spigolare correndo e vediamo quante pannocchie tirate su. Ma il fantomatico “plogging” fa il paio con l’altrettanto improbabile genere musicale del “Green Rock”, il rock che non sporca, è biodegradabile, ecosostenibile: si portano migliaia di persone e poi automobili e autocarri e decibel e fari abbaglianti in un parco, se ne fa un deserto da cui gli animali fuggono e poi si passa ad annaffiare quei due o tre alberi che sono sopravvissuti.
Viene in mente quella freddura: “Salva un albero: mangia un castoro!” Chissà che il Green Rock non preveda anche qualche pala eolica portatile per far andare gli amplificatori e le chitarre elettriche coi pannelli solari, lunari per i concerti serali.
Nel Parco Bassani si potrebbe anche approfittare dello sventolio d’ali delle zanzare e poi dalla puzza da marzana che viene su dal canale si deve pur poter ottenere una qualche forma di energia pulita per suonare il “Rock Verde”.
Non è quella dei “Green Angels” l’ecologia autentica. Curare e conservare l’ambiente, non solo nei parchi ma in tutta una città, è ben altra cosa che un palliativo dell’ultim’ora dopo la devastazione.
Come spesso accade, è dalla lingua che si vede l’inganno. Coop Alleanza non parla italiano ma tira fuori l’ipocrisia dilagante del finto inglese che fa sembrare tutto più bello, tutto “top”, tutto “cool”.
Una lingua di cui non c’è bisogno, usata per nascondere, per ingannare, per dire il contrario di quel che sembra. E per far sentire inadeguato chi non la capisce e non la usa. Una degenerazione tutta italiana, un malcostume linguistico che cela anche una mentalità corrosiva del bene comune.
I linguisti spiegano che quando si rinuncia alla propria lingua è perché non la si ritiene adatta alla modernità, quindi perdente. È questa la stima che merita la nostra lingua? E noi tutti?
L’inglese a sproposito che non è conoscenza ma cosmesi dell’ignoranza. Alla fine questi Green Angels sono soprattutto ridicoli. Basta tradurre per vedere come suonerebbero in italiano: “angeli verdi”. Verdi di rabbia, forse di bile, magari di muffa, fanno pensare a un detersivo o a un problema intestinale. In inglese invece fanno una gran figura: paladini dell’ambiente, Mastri Lindo del pulito sicuro.
Ma dopo la lingua passiamo alla sostanza. Mentre in Grecia si limita l’accesso alle spiagge per ridare spazio alla natura e in Giappone si chiudono i parchi di ciliegi ai turisti per restituirli ai giapponesi, mentre ovunque nel mondo si prendono misure per contenere il sovraturismo, in Italia la tendenza sembra essere l’opposto. Si moltiplicano eventi invasivi ovunque, nella nuova moda di fare di tutto un luna park e dei centri storici delle piattaforme multifunzionali per eventi, televisione e turismo esperienzale. E tanto peggio per i residenti che sono diventati un fastidio per la nuova economia dell’intrattenimento ad ogni costo.
Esistono però modelli diversi di turismo a più alto valore aggiunto. Un esempio emblematico è la Cineteca di Bologna che non solo attira visitatori con una programmazione cinematografica di alto livello ma è anche un centro di produzione e un laboratorio di restauro riconosciuto a livello internazionale. Qui il turismo si intreccia con la formazione, la ricerca, l’innovazione tecnologica.
Si crea così un circuito virtuoso in cui il visitatore non è semplice consumatore ma parte di un ecosistema culturale e industriale. Lo stesso vale per l’X Center che Gorizia ha ereditato come capitale europea della cultura. Un polo creativo che con le sue residenze artistiche, i laboratori e le maratone tecnologiche pone la città al centro di reti europee di artisti, designer, ricercatori: professionisti della cultura che praticano un turismo stanziale di alto valore aggiunto.
Tutto il contrario del turismo predatorio che porta solo disagio ai residenti e miseri guadagni a qualche pulciosa panineria che starebbe meglio chiusa. Lo stesso vale per la natura e la sua valorizzazione responsabile, che richiede una visione di territorio e di ecologia.
Forse bisognerebbe ricordare ai nostri politici a cosa serve un parco. A ridare ai cittadini un contatto con la natura, con il silenzio, in un luogo di rispetto e di tutela di flora e fauna. Perfino gli inglesi, con la loro grande tradizione di concerti, stanno facendo marcia indietro e ora impongono condizioni rigorosissime per l’organizzazione di concerti nei loro parchi e solo in certe parti attrezzate, con accessi predisposti e controllati. Dubrovnik, Praga, Amsterdam, Barcellona, Edimburgo, che tutte ospitano importanti festival estivi di indubbia qualità (e non roba dozzinale come “Battiti Live”) hanno introdotto limiti di orari e riservato spazi attrezzati per questi eventi. Ma a Ferrara no, noi abbiamo i “ploggers”, gli “spigolatori di rifiuti” che ci salveranno.
Se non altro gli Angeli Verdi di Coop Alleanza ci fanno capire le ragioni del silenzio del PD ferrarese sull’iniziativa dell’Associazione Umanità e del Collettivo “No Baldunara!” volta a restituire la città ai ferraresi e a tutelare il centro storico e i parchi da eventi invasivi e distruttivi.
Ora il messaggio è chiaro: c’è una Santa Alleanza fra il PD ferrarese e chi vuole fare della città un divertimentificio alcolico e un deserto abitativo. Che i ferraresi prendano nota per le prossime elezioni.
Diego Marani
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