Attualità
7 Maggio 2026
Portate ancora sopra la soglia critica a Pontelagoscuro, ma l’Autorità distrettuale avverte: neve in rapido esaurimento e domanda d’acqua in crescita verso l’estate

Po sotto osservazione, nel Ferrarese cala la riserva idrica

di Redazione | 2 min

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La situazione del Po nel territorio ferrarese resta sotto controllo, ma i segnali che arrivano dal Distretto padano impongono attenzione in vista dei mesi più caldi. A lanciare l’allarme è l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po che, durante l’ultimo Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, ha evidenziato una progressiva riduzione delle riserve d’acqua disponibili lungo l’intero bacino del Grande Fiume.

Nel Ferrarese, il dato più rilevante riguarda la sezione di Pontelagoscuro, dove le portate del Po si mantengono ancora sopra i 450 metri cubi al secondo, livello considerato fondamentale per contenere il rischio di intrusione del cuneo salino. Nonostante ciò, i flussi risultano inferiori alla media stagionale e confermano una tendenza al progressivo esaurimento delle disponibilità idriche iniziata dopo il picco registrato a metà aprile.

A pesare sul quadro generale sono soprattutto le temperature anomale delle ultime settimane. Aprile si è infatti chiuso con valori termici stabilmente superiori alla norma e precipitazioni molto scarse su gran parte del Distretto del Po. Questo ha accelerato lo scioglimento della neve sulle Alpi, in particolare tra Lombardia e Piemonte settentrionale, riducendo rapidamente una delle principali riserve naturali d’acqua per il sistema padano.

Le criticità maggiori vengono segnalate nei bacini lombardi di Adda, Brembo, Serio e Oglio, dove l’Autorità distrettuale individua già ora una condizione di severità idrica “media con precipitazioni”. Sorvegliato speciale anche il Ticino, dove la disponibilità nivale risulta ampiamente sotto la media del periodo.

Per il resto del Distretto, compreso il tratto emiliano-romagnolo del Po, il livello di severità viene al momento classificato come “basso con precipitazioni”. Una situazione che non presenta ancora elementi emergenziali, ma che richiede un monitoraggio costante considerando l’aumento progressivo della domanda d’acqua per agricoltura, usi civili e attività produttive.

Secondo l’Autorità di bacino, i grandi laghi prealpini mostrano ancora una relativa capacità di tenuta, con volumi invasati vicini ai valori medi stagionali. Tuttavia, la riduzione della neve accumulata alle quote alpine e la limitata disponibilità negli invasi rappresentano un fattore di vulnerabilità in prospettiva estiva.

Le previsioni meteorologiche indicano ora una fase di instabilità destinata a protrarsi almeno fino alla metà di maggio. Le precipitazioni attese potrebbero garantire una moderata ripresa dei deflussi lungo l’asta del Po, offrendo un temporaneo sollievo al sistema idrico del bacino.

L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici tornerà a riunirsi il prossimo 25 maggio per aggiornare il quadro della situazione e valutare l’evoluzione delle condizioni idrologiche del Distretto.

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