La resistenza degli IMI. Storie di internati militari casumaresi
Venerdì 8 maggio alle ore 18 al Centro Sociale ‘Ugo Bassi’ di Cento sarà promosso l'incontro pubblico “La resistenza degli IMI - Storie di internati militari casumaresi”
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Cento. Il rendiconto 2025 del Comune di Cento finisce nel mirino di Libertà per Cento, che in un comunicato denuncia una sostanziale continuità con le precedenti amministrazioni, definendola senza mezzi termini una fase di declino. Secondo il movimento, il bilancio cittadino confermerebbe “un declino inevitabile nella continuità gestionale del tutto simile alle precedenti”.
Nel documento si punta il dito anche contro i vincoli della finanza pubblica, aggravati dalle recenti modifiche ai parametri di equilibrio. Un sistema definito “con meccanismi astrusi e cervellotici” che, secondo Libertà per Cento, limita sempre più la capacità decisionale politica, imponendo “una gestione ‘industriale’ del bilancio pubblico”.
Uno dei nodi principali riguarda il risultato di amministrazione, che per il movimento non rappresenta un indicatore positivo. Al contrario, viene interpretato come “la dimostrazione della incapacità di spesa della politica soprattutto in ambito investimenti a lungo termine”. Emblematico, secondo il comunicato, il ritardo nella ricostruzione post-sisma, con “la sede municipale ancora terremotata” e costi annui per affitti superiori a 180 mila euro.
I dati degli ultimi anni mostrano un andamento altalenante ma significativo: dai 13 milioni del 2016 ai quasi 12 milioni del 2025. Parallelamente, la liquidità in cassa è in forte calo, passando dai 16,6 milioni del 2024 agli 8,4 milioni attuali, con una previsione di ulteriore discesa a 2,45 milioni entro il 2026. Nonostante ciò, denuncia il movimento, ai cittadini viene risposto da anni: “non abbiamo soldi”, poiché le risorse risultano già vincolate.
Critiche anche alla struttura del bilancio, definita “ingessata” da una spesa corrente superiore ai 31 milioni di euro, sostenuta solo in parte da entrate proprie. Senza trasferimenti da altri enti, si sottolinea, “il bilancio non regge”.
Sul fronte del debito, Libertà per Cento evidenzia come, nonostante una riduzione rispetto al passato, resti elevato a 18 milioni. La rinegoziazione dei mutui, resa possibile da strumenti straordinari, avrebbe prodotto risparmi immediati ma “aumentando gli interessi per ben 1,215 milioni”, segnale di difficoltà legate a “vincoli di bilancio stringenti”.
Il patrimonio netto del Comune viene indicato in crescita, fino a 188,7 milioni, ma secondo il movimento si tratta di una ricchezza non traducibile in servizi concreti. “Non può spendere adeguatamente per ciò che serve davvero: strade, pubblica illuminazione, verde pubblico, sicurezza”, si legge nel comunicato.
Tra gli asset finanziari, viene citato anche il pacchetto azionario in Hera, definito un “tesoretto” da oltre 12 milioni di euro, su cui il movimento annuncia future proposte.
Non mancano poi le critiche politiche dirette all’amministrazione Accorsi: “Questa amministrazione ci ha deluso”. Nel mirino alcune scelte specifiche, come “un debito di 3,8 milioni per acquistare una scuola di cartone ora semivuota” e l’approvazione di “colossali progetti speculativi in centro città”.
Infine, viene contestato l’utilizzo dei fondi Pnrr, ritenuto non adeguato rispetto alla struttura demografica locale, con una popolazione in cui “il 38,3% delle famiglie ha almeno un anziano oltre i 65 anni”.
La conclusione è netta e politica: “Serve una nuova gestione amministrativa e politica”, accompagnata dall’appello a “un cambiamento radicale della politica cittadina”. Libertà per Cento invoca “un sindaco autorevole, autonomo, indipendente, coraggioso” e una politica “trasparente al servizio del benessere dei cittadini”.
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