Per cinque giorni il
Delta del Po diventerà il cuore mondiale del confronto tra giovani, ambiente e futuro.
Dal 18 al 22 maggio oltre
200 partecipanti provenienti da 142 Paesi arriveranno tra Emilia-Romagna e Veneto per prendere parte al
3° Forum mondiale dei Giovani Mab Unesco, uno degli appuntamenti internazionali più importanti dedicati ai temi della sostenibilità, della biodiversità e della convivenza tra uomo e natura.
Un evento che riporta il Delta del Po sotto i riflettori internazionali, trasformandolo in laboratorio globale delle sfide ambientali del presente e del futuro. Incontri, tavoli di lavoro, escursioni e attività sul campo coinvolgeranno giovani, ricercatori, gestori delle aree protette e rappresentanti istituzionali provenienti da tutto il mondo.
A presentare l’iniziativa a Venezia è stata Marcella Zappaterra, consigliera regionale dell’Emilia-Romagna e delegata dal presidente Michele De Pascale al coordinamento delle politiche relative al Basso Ferrarese, al Parco del Delta del Po e ai programmi Mab e siti Unesco.
“Il Delta del Po non è solo un paesaggio straordinario – ha dichiarato Zappaterra – ma un luogo vivo, fragile e prezioso, dove ambiente, comunità ed economia convivono ogni giorno. Ospitare per la seconda volta nel giro di pochi anni un evento mondiale come questo significa riconoscere il valore internazionale di questo territorio e delle esperienze che qui si stanno costruendo”.
Il ritorno del Forum nel Delta assume un significato simbolico particolare. La prima edizione mondiale dei giovani Mab Unesco si era infatti svolta proprio qui nel 2017, pochi anni dopo il riconoscimento Unesco dell’area come Riserva della Biosfera.
“Oggi – ha spiegato Zappaterra – torniamo ad accogliere ragazze e ragazzi provenienti da tutto il mondo che rappresentano le nuove leadership chiamate ad affrontare una sfida decisiva: ricostruire l’equilibrio tra uomo e ambiente”.
Per il territorio ferrarese si tratta di una vetrina internazionale di grande rilievo, capace di rafforzare il ruolo strategico del Delta del Po nelle politiche ambientali, turistiche e culturali legate ai programmi Unesco. Un’area anche negli ultimi anni ha consolidato la propria centralità nei temi della sostenibilità e della tutela ambientale.
“Questi territori dimostrano che un’altra strada è possibile – ha concluso la consigliera -: uno sviluppo che tenga insieme sostenibilità, qualità della vita, tutela dell’ambiente e coesione sociale. Il Delta del Po non è solo una periferia ma uno dei luoghi caratterizzanti le grandi sfide del futuro”.
Il Forum si concluderà con l’approvazione della “Po Delta Youth Mab Declaration” e della roadmap internazionale 2026-2035, documento che definirà le future linee guida Unesco dedicate alle riserve della biosfera e alle nuove politiche ambientali e globali.