Considerando che la residenza anagrafica costituisce “un diritto soggettivo fondamentale” e che da essa derivano “diritti essenziali e condizioni di accesso a servizi primari”, Sara Conforti, consigliera comunale del Pd a Ferrara, interroga la giunta in merito alla continuità della stessa per i residenti delle torri A, B e C del Grattacielo di Ferrara.
Nel testo presentato lo scorso 5 maggio, la consigliera precisa di voler conoscere quale sia la disciplina che l’amministrazione del Comune di Ferrara vuole “applicare in merito alla continuità della residenza anagrafica per i cittadini attualmente residenti presso le torri”.
Il tema sollevato da Conforti porta con sé una serie di criticità legate ai diritti essenziali di ogni individuo. La consigliera cita “la continuità dell’assistenza sanitaria” ma anche la “la regolarità dei rapporti di lavoro” e, per i cittadini stranieri, “la titolarità e il rinnovo dei titoli di soggiorno, con effetti a cascata anche sulla validità della tessera sanitaria e sull’accesso al lavoro”.
“Eventuali interruzioni o incertezze nella continuità della residenza anagrafica – scrive nel documento – rischiano di produrre conseguenze gravi e immediate per le persone interessate, incidendo su diritti fondamentali e condizioni di vita”.
Per Conforti risulta dunque “necessario garantire chiarezza, uniformità e tempestività nelle decisioni amministrative relative alla posizione anagrafica dei residenti coinvolti”.
Chiede dunque quali “misure concrete si intendano adottare per garantire che i cittadini interessati non perdano la propria iscrizione anagrafica; se siano state predisposte soluzioni temporanee o alternative per assicurare la continuità dei diritti connessi alla residenza (in particolare assistenza sanitaria e posizione lavorativa); quali siano i tempi previsti per la definizione della disciplina applicabile e quali modalità sono state previste per la comunicazione ufficiale agli interessati; se l’Amministrazione abbia attivato o intenda attivare un confronto con i soggetti coinvolti e con i loro rappresentanti, anche legali, al fine di prevenire situazioni di disagio sociale e giuridico”.
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