Cronaca
4 Maggio 2026
L'avvocata incaricata formalizzerà la costituzione durante l'udienza preliminare fissata per il prossimo 25 maggio

Argenta, infermiere accusato di aver ucciso un paziente. L’Ausl si costituisce parte civile

di Pietro Perelli | 2 min

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Argenta. L’Azienda Usl di Ferrara si costituirà parte civile nel processo a carico di Matteo Nocera, imputato per omicidio, maltrattamenti pluriaggravati, esercizio abusivo della professione medica e infermieristica, falso e truffa.

L’incarico è stato affidato all’avvocata Sabrina Di Giampietro, che formalizzerà la costituzione nel corso dell’udienza preliminare fissata per il 25 maggio.

L’infermiere 44enne è accusato, in particolare, dell’omicidio pluriaggravato dell’83enne Antonio Rivola, morto nel settembre 2024 durante il ricovero nel reparto di Lungodegenza Post-Acuzie Riabilitativa Geriatrica dell’ospedale Ospedale Mazzolani Vandini.

Secondo la Procura di Ferrara, Nocera, difeso dall’avvocato Lorenzo Valgimigli, è accusato di gravi condotte nei confronti di pazienti anziani ricoverati all’ospedale di Argenta. L’episodio più grave riguarda la presunta somministrazione, senza finalità terapeutiche, del farmaco Esmeron, un miorilassante che, in assenza di supporto respiratorio, può risultare letale.

All’imputato vengono inoltre contestati maltrattamenti aggravati nei confronti di otto pazienti: secondo l’accusa avrebbe somministrato abitualmente sedativi, tra cui Midazolam, Haldol e Naloxone (anche scaduto), senza prescrizione medica.

È accusato anche di esercizio abusivo della professione medica e falso in atto pubblico, per aver alterato o omesso informazioni nelle cartelle cliniche allo scopo di coprire le somministrazioni.

Tra gli episodi contestati figura anche una presunta lesione grave: avrebbe effettuato un’incisione con bisturi senza anestesia su un paziente, provocando conseguenze che hanno reso necessario un ulteriore intervento chirurgico.

Infine, gli vengono contestati truffa aggravata ed esercizio abusivo della professione infermieristica, in relazione a un titolo di studio che sarebbe stato ottenuto indebitamente all’estero, oltre all’interruzione di pubblico servizio.

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