Cento
2 Maggio 2026
Sotto esame il bilancio 2025. Dopo l'assemblea del 28 aprile, l'ex presidente dei piccoli azionisti critica i numeri e la fusione con Credem

Fondazione CRCento, Mattarelli attacca: “La città si è impoverita”

di Redazione | 2 min

Cento. Il bilancio 2025 della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento finisce al centro del dibattito dopo l’assemblea dei soci del 28 aprile scorso, convocata per esprimere il “parere non vincolante” sui conti dell’ente. A intervenire in modo critico è Marco Mattarelli, già presidente dell’associazione dei piccoli azionisti della ex CRCento Spa.

Nel suo intervento, Mattarelli – oggi alla guida del movimento Libertà per Cento – rivendica un “obbligo morale” nel rappresentare le istanze dei circa 10mila ex piccoli azionisti, ancora oggi soci di Credem dopo la fusione del 2021 che ha sancito la fine della storica Cassa di Risparmio centese.

Secondo l’analisi presentata, il valore complessivo della Fondazione si attesterebbe oggi attorno ai 104 milioni di euro. La parte principale dell’attivo è rappresentata dalle 4,6 milioni di azioni Credem, per un controvalore di oltre 69 milioni di euro, calcolato sul prezzo di Borsa del 30 aprile (15,06 euro per azione).

A queste si aggiungono titoli di Stato e obbligazioni per oltre 10 milioni, disponibilità liquide per circa 20 milioni e un patrimonio immobiliare e artistico di circa 3,5 milioni. La Fondazione, sottolinea Mattarelli, presenta inoltre un indebitamento minimo. Sul fronte dei ricavi, il 2025 viene definito “eccezionalmente positivo”, grazie soprattutto ai dividendi: oltre 3,4 milioni da Credem e quasi 4,7 milioni derivanti dalla holding CRCento Spa, ormai liquidata.

Il nodo centrale della critica riguarda però il confronto con il passato. Mattarelli richiama il bilancio 2017, quando la Fondazione deteneva la maggioranza della CRCento Spa e il patrimonio complessivo superava i 150 milioni di euro. Oggi, secondo questa ricostruzione, mancherebbero “circa 48,5 milioni”, elemento che porta l’ex presidente dei piccoli azionisti a una conclusione netta: “la città si è impoverita”.

Nel mirino anche l’operazione di fusione con Credem, definita da Mattarelli come costruita “sulle esigenze della fondazione”, con un trattamento penalizzante per i piccoli azionisti. In particolare viene contestata la differenza di valorizzazione delle azioni tra Fondazione e soci privati.

Non mancano poi osservazioni sui costi di gestione: complessivamente oltre 160mila euro tra compensi per organi interni e consulenze. Da qui la proposta provocatoria: incarichi gratuiti per i vertici, “onorati di servire la fondazione che è la città”.

Nel suo intervento, Mattarelli richiama anche il ruolo pubblico dell’ente, ricordando come il sindaco sia socio di diritto. Da qui l’invito al primo cittadino a esercitare un ruolo più incisivo e alla Fondazione a rendere conto “in modo più umile” alla comunità. Nonostante le critiche, viene riconosciuto il contributo sul territorio: nel 2025 la Fondazione ha erogato circa 729mila euro in finanziamenti a favore di realtà locali.

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