Attualità
27 Aprile 2026
L'Ateneo interviene dopo quanto raccontato dalla trasmissione Mi Manda RaiTre: "Trasparenza e correttezza delle procedure di reclutamento"

Caso Unife. L’Ateneo dopo il servizio tv: “Avviata istruttoria interna. Noi parte lesa”

di Redazione | 3 min

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Dopo il servizio di Mi Manda RaiTre, andato in onda lo scorso 26 aprile e relativo alle presunte irregolarità nei concorsi accademici, con una nota stampa inviata alle redazioni, l’Università degli Studi di Ferrara rivendica “la trasparenza e la correttezza delle procedure di reclutamento, che rappresentano da sempre principi fondamentali della propria azione istituzionale”.

In particolare, facendo riferimento alle parole del professore Savino Occhionorelli che, a telecamere e microfoni spenti, aveva parlato di una realtà – quella universitaria – in cui “si vive in una mafia politica“, l’Ateneo sottolinea come “eventuali comportamenti o dichiarazioni individuali, qualora confermati, non possano in alcun modo essere ricondotti al funzionamento complessivo dell’Università, che fonda le proprie attività su procedure pubbliche, tracciabili e soggette a rigorosi controlli“.

In questo senso, Unife dice di considerarsi “parte lesa rispetto a qualsiasi eventuale condotta non conforme ai propri principi e, proprio sulla base di questo presupposto, alla luce di quanto emerso nel sopracitato servizio televisivo, è stata avviata una capillare istruttoria interna che avrà la finalità di verificare, al di là di ogni facile clamore mediatico, sia la regolarità della procedura concorsuale in oggetto sia il comportamento dei singoli che ne hanno preso parte”.

Il caso centrale riguarda il chirurgo Antonio Pesce, che nel 2024 partecipa a un concorso per ricercatore: ottiene il massimo punteggio nella prova orale, ma perde per la valutazione complessiva dei titoli. Emergono inoltre possibili conflitti di interesse tra il vincitore e un commissario. Dopo il ricorso di Pesce, accolto dai giudici per irregolarità nella procedura, la commissione viene rifatta: rimasto unico candidato, Pesce viene però giudicato non idoneo con zero punti nella stessa prova, che prima aveva superato brillantemente.

Lungo il servizio intervengono i membri della seconda commissione. Tra loro c’è il professor Savino Occhionorelli che difende la valutazione: “Se la prova l’hai fatta male non è colpa mia”, dice. Lo stesso docente, però, incalzato dal giornalista, a microfoni spenti, parla anche di una realtà in cui “si vive in una mafia politica” e confessa di aver subito lui stesso concorsi truccati. Per questo motivo, si sente dire dal professore, “Antonio Pesce avrebbe dovuto accettare le cose e mettersi in fila in attesa del suo turno, senza rompere i coglioni al concorso”.

Diversa la posizione di un altro commissario, Paolo Carcoforo, che esclude qualsiasi intento punitivo nei confronti di Pesce.

Un ulteriore aspetto su cui punta i riflettori il servizio riguarda la cancellazione dell’insegnamento di Medicina Culinaria tenuto da Pesce. Come mostrato nel servizio, dopo un anno, lo scorso 20 aprile il corso – descritto come molto frequentati – non è stato confermato per l’anno accademico 2026/2027. A tal proposito, parlando della revisione dell’offerta didattica, Unife precisa che “rientra nei periodici aggiornamenti dei corsi di studio, previsti e programmati secondo le normali procedure accademiche, e non è in alcun modo collegata o riconducibile alla vicenda in oggetto”.

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