Eventi e cultura
23 Aprile 2026
Si terrà dal 24 aprile al 3 maggio la seconda edizione del festival curato dal Cps La Resistenza in collaborazione con numerose realtà attive nel territorio

Torna “Ad Alta Voce!” Otto giorni dedicati al canto popolare

(Foto di archivio)
di Redazione | 5 min

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Dal 24 aprile al 3 maggio si terrà a Ferrara il festival Ad Alta Voce! Tradizioni e rivoluzioni: otto giorni dedicati al canto popolare come strumento di memoria viva, partecipazione civica e trasformazione sociale, veicolo di parole e idee di libertà. 

Per il festival, curato dal Cps La Resistenza di Ferrara, si tratta della seconda edizione e propone un ricco calendario di attività, concerti, laboratori, spettacoli, presentazioni di libri e conferenze che esplorano il repertorio del canto popolare coniugando la ricerca storica e accademica alle pratiche artistiche, coinvolgendo studiosi, musicisti, cantautori e cantautrici, figure esperte e la cittadinanza. 

Ad Alta Voce! è nato nella primavera 2025 per celebrare il ventesimo anniversario del Coro delle Mondine di Porporana. “Il desiderio – spiegano gli organizzatori – era quello di  raccogliere e valorizzare il ricco patrimonio immateriale del canto popolare, interrogandosi sul suo potenziale sociale e artistico nel presente”. L’edizione 2026 si sofferma sull’incontro tra canti di tradizione e pratiche rivoluzionarie: canti di lavoro, partigiani, migranti, femministi, anarchici, pacifisti, satirici e di protesta, tramandati oralmente e capaci di attraversare generazioni, confini e culture. Da qui la scelta di realizzare il festival nel periodo tra il 25 Aprile e il Primo Maggio.

Ospiti di questa edizione saranno cantanti, musicisti e musiciste, artiste provenienti da tutta Italia. Tra queste, la cantante e musicista Rachele Andrioli, che proporrà un dj set di world music (1° maggio h 21) e un laboratorio sui canti delle tabacchine del Salento (2 maggio h 10-13); Hanna M. Civico, performer e ricercatrice indipendente, con il laboratorio intensivo residenziale Il corpo luogo nel canto (28, 29 e 30 aprile, h 10-15) e il concerto finale 𝙄 𝙚𝙖𝙢𝙢𝙖 𝙢𝙚’ ἡσυχία – canto nudo (30 aprile ore 20.30), incentrati sul repertorio musicale arcaico del Mediterraneo; e la cantautrice e polistrumentista romana Lavinia Mancusi, che presenterà il suo libro Revolucionaria! (1° maggio h 20) dedicato alle figure delle celebri cantanti sudamericane Violeta Parra, Mercedes Sosa e Chavela Vargas, e il suo concerto A cruda voz! (2 maggio h 21.30), un’opera in cui il canto popolare si trasforma in una mappa intima e collettiva, che affronta temi di nascita, amore, sofferenza, morte e rinascita, per riscoprire la voce originaria, di un’umanità più autentica e resistente.

Non mancheranno approfondimenti intorno al repertorio dei canti partigiani della Resistenza in Italia, grazie alla presentazione del libro e il laboratorio La Resistenza in 100 canti, (24 aprile h 17-20) con lo scrittore e cantautore Alessio Lega, due volte Targa Tenco. In occasione del 25 Aprile, Alessio Lega canterà in concerto insieme ad altri gruppi, tra cui la band ferrarese Pestafango (dalle 15). Canti di lavoro, canti anarchici e di migrazione tra Nord e Sud Italia e all’estero nel Novecento costituiranno invece il cuore pulsante dei concerti Quando l’anarchia verrà (1° maggio h 17) e Fondo alla terra (2 maggio h 15) di Susanna Buffa, cantante folk, musicista, ricercatrice e giornalista, insieme al contrabbassista e compositore Igor Legari e Alessandro Garramone. 

Un festival che, quest’anno, vuole mostrare ancora di più attenzione alle sensibilità e voci femminili: oltre al laboratorio sui Canti femminili appenninici tra Amatrice e il Gran Sasso (3 maggio, h 10.30-13), con Susanna Buffa, sarà presente anche il Coro transfemminista Babajaga, con un laboratorio di canti (1° maggio h 10.-11.30) e un concerto (h 18) per riattualizzare il canto popolare secondo una prospettiva di genere transfemminista e inclusiva. Non mancherà, anche quest’anno, il coro delle Mondine di Porporana, con incursioni di canti e un concerto (2 maggio, h 18.30) per riproporre il repertorio locale di canti dedicati al lavoro e alle rivendicazioni sociali e lavorative, di giustizia, parità e pace tra i popoli. Le mondine saranno protagoniste anche in occasione della presentazione del libro illustrato per l’infanzia La canzone del domani di Sonia Maria Luce Possentini, con le letture di Teresa Fregola, gli interventi cantati delle mondine e le loro testimonianze, presso la Biblioteca comunale Casa Niccolini (30 aprile h 17.30).

Musica e canto come veicolo per conoscere la storia e le storie del passato, ma anche del presente, in grado di valorizzare le specificità locali e, contemporaneamente, abbracciare una prospettiva internazionale e transculturale, come testimoniano il laboratorio Folk Circle Singing (30 aprile h 16-19 e 1° maggio h 11-12) della cantante, attrice, formatrice e ricercatrice indipendente Elisa Guarraggi, dedicato a canti di lotta e resistenza italiani e palestinesi; lo spettacolo teatrale Rivolti! del progetto di arte partecipativa MOMEC, ispirato a L’Uomo in rivolta di Albert Camus e pensato per uno spettatore alla volta (24 aprile dalle 10 alle 16); e il reading teatrale Bomba! I love you (30 aprile, h 21.30) di Compagnia A.R.T.I. Teatro, basato sul poema Bomb del poeta beat generation Gregory Corso, per interrogarsi intorno al ruolo e gli strumenti dell’artista in un presente instabile e minacciato dagli sconvolgimenti geopolitici globali. 

Nell’intento di unire pratiche artistiche e ricerca accademica, apprendimento informale e approfondimento storico, sociale e antropologico, il festival propone infine due incontri di studio e confronto. Particolarmente interessante l’audio-mostra Finché vivo… Cante e ballate dall’archivio di fonti orali del Centro etnografico ferrarese, a cura dell’Archivio Storico del Comune di Ferrara e in collaborazione con Cumbre Aps: uno spazio raccolto allestito negli spazi del Consorzio Factory Grisù in cui ascoltare una selezione di canti registrati negli anni Settanta in tutto il territorio ferrarese, nell’ambito delle campagne di ricerca curate dagli operatori del Centro etnografico (25 aprile dalle 13.00 alle 20.; 1° e 2 maggio, dalle 10 alle 22). Per concludere, la conferenza etnomusicologica A 4 voci fra Tradizioni e Rivoluzioni, con Alessio Surian (Università di Padova e vicedirettore di Blogfoolk Magazine), Rachele Andrioli, Lavinia Mancusi, Susanna Buffa e il Coro delle Mondine di Porporana (2 maggio h 16.30).   

Non mancheranno momenti di convivialità con pranzi sociali e aperitivi in occasione del 25 aprile, del Primo Maggio e del 2 maggio. 

Ad Alta Voce! Tradizioni e rivoluzioni è realizzato in collaborazione con numerose realtà attive nel territorio ferrarese: Arci Ferrara, Consorzio Factory Grisù, Web Radio Giardino, Centro Sociale il Barco, Cumbre Altre Frequenze, Link Studenti Indipendenti, TerraFertile, Ferrara per la Palestina, Transfemm Ferrara, OUT!+

Tutte le attività si terranno presso il centro cittadino, negli spazi di Consorzio Factory Grisù, in via Mario Poledrelli 21, e del Circolo Arci Bolognesi, in Piazzetta S. Niccolò 6.

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