Molossi, il prof della Spal: “Essere qui è il mio sogno”
Il numero 8 biancazzurro tra calcio e scuola: "Sono ferrarese, vogliamo dimostrare di poter fare molto più dello 0-0 di domenica"
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La società allarga il proprio impegno educativo e sociale grazie alla collaborazione con Ferrara Musica
Nella cornice del Castello di Fossadalbero, l’Adamant Ferrara ha tolto i veli alla nuova stagione sportiva davanti alle istituzioni, alla stampa e agli sponsor. Dalla prima squadra al settore giovanile, si sono susseguiti gli interventi di tutti i rappresentanti della società estense nella serata condotta da Federico Fioravanti
Un aiuto fondamentale per riconoscere i tentativi di truffa fin dai primi segnali e imparare a difendersi per non cadere nella rete dei malintenzionati. Ferrara continua a dire a gran voce "Non Ci Casco", uno slogan che si traduce nella campagna di prevenzione e contrasto delle truffe
Ritorna, nel Parco della Darsena di Ferrara, la manifestazione "Giardini Estensi" in programma sabato 12 e domenica 13 settembre, con la sua 24a edizione
Poggio Renatico. In un clima di tensioni e screzi tra vicini di casa, l’avevano accusata – insieme all’ex compagno – di disturbo della quiete pubblica e di aver lasciato liberamente scorrazzare il cane, senza sorvegliarlo. Ma alla fine, il tribunale di Ferrara l’ha assolta, condannando solamente l’ex fidanzato convivente, con cui nel frattempo aveva troncato la relazione che li legava.
Tutto ha avuto inizio lo scorso 23 maggio, quando la vicina di casa della coppia ha sporto querela nei loro confronti, accusandoli di ripetuti schiamazzi, urla, rumori e utilizzo di elettrodomestici nelle ore notturne. Non solo: la donna ha anche segnalato le continue deiezioni lasciate dal cane dei due nel giardino di un condominio di Poggio Renatico, sostenendo che l’animale venisse lasciato senza l’adeguata sorveglianza. Comportamenti che, stando alla denuncia presentata dalla querelante, avrebbero compromesso in maniera significativa il riposo notturno e la qualità della vita quotidiana.
Per la coppia, dopo le indagini, la Procura aveva emesso due decreti penali di condanna: uno per lui, condannato a una sanzione amministrativa di qualche centinaio di euro, e uno per lei che però, tramite l’avvocato difensore Vittorio Zappaterra, ha fatto opposizione. Il decreto è stato quindi successivamente revocato e all’udienza di ieri (22 aprile) – dopo aver scelto di essere processata con rito abbreviato – la donna è stata assolta dal gup del tribunale di Ferrara, dopo essere riuscita a dimostrare che, in realtà, il responsabile di quelle condotte era il compagno convivente, unico proprietario del cane.
In aula infatti, durante la propria arringa, la difesa ha evidenziato che la posizione dell’imputata – per cui la Procura di Ferrara aveva comunque avanzato richiesta di condanna – era quella di “convivente non autrice delle condotte, erroneamente attratta nel perimetro della contestazione per il mero rapporto di coabitazione”. Ma la sola qualità di convivente – questa la tesi difensiva – “non è sufficiente a radicare una responsabilità penale, né a titolo di concorso né a titolo di omesso impedimento, in assenza di un obbligo giuridico di garanzia specifico e di una condotta causalmente orientata“.
La donna è stata quindi assolta da ogni accusa, mentre l’uomo è stato condannato in quanto ritenuto il responsabile materiale dei comportamenti contestati, nonché proprietario del cane.
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