Mancano poco più di due mesi al concerto di Marilyn Manson in piazza Ariostea. L’appuntamento è per l’11 luglio al Ferrara Summer Festival. Ma la presenza della rockstar statunitense sta già facendo discutere e sollevare polemiche. Alcune di queste arrivano da Alberto Pinamonti e Giovanni Leporati, rispettivamente rappresentante ferrarese e coordinatore regionale Emilia-Romagna del Popolo della Famiglia, movimento politico italiano di ispirazione cattolica, fondato nel 2016 da Mario Adinolfi e Gianfranco Amato.
“Già nella scorsa estate, in occasione dei concerti del Ferrara Summer Festival, si sono verificati episodi spiacevoli, culminati con la ‘pubblica bestemmia‘ in musica metal” affermano i due esponenti, facendo riferimento a quanto accadde durante il concerto degli Slipknot, quando il frontman Corey Taylor urlò una bestemmia che indignò molti, tra cui l’ex consigliere leghista Alcide Mosso, che chiese di sanzionare la band americana. “Evidentemente – dicono i rappresentanti del Popolo della Famiglia – il nostro sindaco è un estimatore del genere, e purtroppo con cospicuo seguito visto i numeri della partecipazione a tali eventi”.
“Ciò nonostante – proseguono – ci preme manifestare ancora una volta la nostra indignazione per quanto avvenuto lo scorso anno in offesa e spregio al sentimento religioso di molti ferraresi, ma più ancora constatare che anche per l’edizione 2026 la scelta ‘artistica’ sia ricaduta su un personaggio (che non viene mai nominato nella nota inviata alle redazioni, ndr) le cui esibizioni sono teatro di azioni estreme, come blasfemia e Bibbie bruciate, oscenità, autolesionismo, per non parlare dei messaggi delle sue canzoni, orientati completamente all’ideologia satanica dell’odio”.
Pinamonti e Leporati ci tengono quindi a sottolineare come “in un’epoca come la nostra, non si sente davvero il bisogno di tutto questo e davvero non si capisce come si possa dare una parvenza di cultura a questo tipo di manifestazioni”. “Esaltazione dell’odio, denigrazione del bene con il pretesto di denunciare l’ipocrisia, sembrano non urtare nessuno, mentre – vanno avanti – dovrebbero essere combattute con tutta l’intransigenza possibile, specie da coloro, purtroppo anche fra i cattolici, che sembrano essere così sensibili alle ingiustizie ed alle disperazioni delle guerre”.
E chiudono con un appello al mondo ecclesiastico: “Ci aspetteremmo anche una forte reazione della Chiesa Cattolica ferrarese per difendere il sentimento religioso, il decoro ed il rispetto che si deve ai cattolici ferraresi, nel loro diritto di non vedere oltraggiato il santo nome di Dio. Per questo sconcerta che sulla pubblica stampa si accenni all’ospitalità (sia pure per il backstage) in ambienti di pertinenza del Convento di San Vincenzo. No, No e ancora una volta No si deve ribadire chiaramente. Non vogliamo tutto questo, non in zone di pertinenza di strutture ecclesiali, non in nostro nome di cittadini ferraresi”.
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