Lettere al Direttore
21 Aprile 2026

Un giardino di parte contro l’odio ideologico

di Redazione | 3 min

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Forse mi sono distratto ma non mi sembra che l’intitolazione nella nostra città di un giardino pubblico a Sergio Ramelli, studente militante del Fronte della Gioventù, formazione politica giovanile del Movimento Sociale Italiano, morto a Milano nel 1975 a seguito dell’aggressione subita da alcuni militanti di Avanguardia Operaia, abbia suscitato alcuna reazione. 

Forse un malinteso politicamente corretto o la timidezza di un’opposizione inadeguata, vallo a sapere. Sta di fatto che altrove non è andata così a leggere i titoli della stampa locale. 

Non è andata così nella primavera del 2025 a Lecce dove non sono mancate le proteste per l’intitolazione di una piazza a Sergio Ramelli, percepita come un’offesa alla città. 

Così a Sesto San Giovanni dove l’intitolazione di uno slargo allo studente è stata vissuta come un’infamia producendo presidi antifascisti davanti al Comune.

Ma lasciamo stare tutto questo, l’assuefazione è un brutto virus. 

È che a me a leggere che il giardino è stato inaugurato in zona Azzo Novello – Orlando Furioso in quanto polo scolastico e per di più alla presenza della sottosegretaria all’istruzione Paola Frassinetti di FdI (già di per sé tutto un programma), mi è sorta una domanda: perché proprio lì? 

Uno si risponde, Sergio Ramelli era uno studente, quale luogo migliore? Quale luogo migliore per sensibilizzare i giovani contro l’odio ideologico?

E invece c’è qualcuno che ha la memoria corta, mentre altri ce l’hanno assai lunga. 

In verità la domanda venuta a me è: perché  proprio nei pressi del Liceo Scientifico A. Roiti? 

Ricordate la lettera aperta indirizzata da Annalisa Savino, preside del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Firenze, nel febbraio del 2023 ai suoi studenti? 

Era in risposta all’aggressione subita da alcuni studenti, sempre a Firenze,  davanti al liceo Michelangelo da parte di appartenenti ad Azione studentesca (gruppo di estrema destra). 

La preside in quella lettera condannava fermamente l’atto di violenza, ricordando che il fascismo non è nato da grandi adunate, ma “ai bordi di un marciapiede qualunque, con la vittima di un pestaggio per motivi politici lasciata a se stessa da passanti indifferenti”. Citava inoltre “Odio gli indifferenti” di Antonio Gramsci”.

Per questo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara definì politica e impropria quella circolare minacciando possibili provvedimenti disciplinari nei confronti della preside, dichiarando ridicolo parlare di “rischio fascista”.

Ora nei pressi del nostro liceo scientifico si inaugura alla presenza della sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti e del vicesindaco Alessandro Balboni, entrambi di FdI, il “Giardino Ramelli”. Sarà un caso…?! O è un’altra espressione  della nuova ventata culturale della destra al governo del nostro Paese e della nostra Città?

Se si voleva dedicare un giardino contro “l’odio ideologico” come monito ai giovani perché non intitolarlo a vittime dell’una e dell’altra parte? Ad esempio “Giardino S. Ramelli e C. Varalli”?

Entrambi studenti, entrambi di Milano, entrambi morti nel 1975 per mano dell’odio ideologico di opposte fazioni.

Un giardino di parte contro l’odio ideologico è davvero un ossimoro.

Se ne conclude che allora l’intento non è quello dichiarato, ma piuttosto quello di una rivincita. 

Anche per questo il silenzio della città fa male.

Giovanni Fioravanti (già Dirigente Scolastico)

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