Di artrosi soffrono tra i 55mila e i 70mila ferraresi. Dati epistemiologici, non censiti, secondo cui riguarda il 20 per cento della popolazione over 50. E’ la più diffusa tra le matlattie reumatologiche.
Sotto i 40 anni è rara, dovuta a traumi o sport intensi. Dopo gli 80 anni colpisce in forma pressoché universale. Nelle donne compare intorno ai 55 anni ed è legata anche alla menopausa. Negli uomini intorno ai 45, in caso di lavoro usurante. In generale, tra i 75-79 anni, il 68% delle donne e il 49% degli uomini ne soffre.
E’ legata, oltre che all’età, a obesità e sovraccarico degli arti. I principali fattori di rischio si possono riassumere in età avanzata, obesità e predisposizione genetica, che accelerano il deterioramento della cartilagine articolare.
Se ne è parlato sabato, nel convegno ‘Artrosi. Come gestirla oggi, tra prevenzione, terapie e movimento’, organizzato da Esercizio Vita (presidente e vice Luca Pomidiori e Michele Felisatti) e Idrokinetik (direttore generale e amministratore delegato, Giuseppe Tappi e Mattia Guerzoni), col patrocinio del Comune, che ha visto una Sala Consorzio Wunderkammer gremita, con oltre 150 persone e un interessato dibattito finale, a conferma, come sintetizzano gli organizzatori e l’assessore alle Politiche Sociosanitarie, Cristina Coletti, “che promuovere iniziative di divulgazione è importante e la popolazione risponde”.
Moderati dalla giornalista Camilla Ghedini, si sono susseguiti gli interventi degli specialisti in ortopedia e traumatologia Giorgio Massini, che si è occupato di presupposti, genesi e cura della patologia; Armando Cervini, delle terapie rigenerative e delle aspettative future; Giuseppe De Rito, su quando serve la chirurgia; dei fisioterapisti Giulia Antonellini e Paolo Albrizio, della riabilitazione a secco e in acqua; del chinesiologoo Ampa, Piero Fumarola, della rieducazione post-riabilitativa.
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