Si è svolta nella mattinata di venerdì 17 aprile la cerimonia di intitolazione dello spazio verde tra via Azzo Novello, via Orlando Furioso e via Beata Lucia da Narni a Sergio Ramelli. Il diciottenne del Fronte della Gioventù (la giovanile del Movimento sociale italiano) venne ucciso a colpi di chiave inglese da militanti di Avanguardia Operaia nel 1975, durante gli anni di piombo.
Per i cinquant’anni dalla sua morte, all’iniziativa promossa dal Comune di Ferrara hanno preso parte autorità civili, religiose e militari, oltre a rappresentanti istituzionali. Tra i presenti il prefetto Massimo Marchesiello, il questore Nicola Falvella, la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Iolanda Madeo, l’assessora Chiara Scaramagli e il vicesindaco Alessandro Balboni.
Alla cerimonia ha partecipato anche la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, che nel suo intervento ha ricordato di aver conosciuto personalmente Ramelli: “Insieme frequentavamo il Fronte della Gioventù nel 1975 a Milano”.
Frassinetti ha ricostruito le circostanze dell’aggressione avvenuta nel marzo di cinquant’anni fa e ha definito l’episodio “una violenza politica assurda”, sottolineando come la targa riporti la dicitura di “vittima del terrorismo politico”. Nel suo intervento ha inoltre evidenziato il valore della memoria pubblica: “È importante che nelle città ci sia un ricordo vivo, che faccia capire che queste violenze non devono succedere più”.
È intervenuto anche il vicesindaco Balboni, promotore della proposta approvata dalla commissione toponomastica. “È un momento molto emozionante – ha dichiarato -. Questo è un punto non casuale, ma vicino alle scuole, e quindi particolarmente significativo”. La targa si trova infatti nei pressi del liceo scientifico A. Roiti.
Balboni ha sottolineato come l’intitolazione voglia rappresentare un’occasione di riflessione, in particolare per i più giovani: “L’omicidio di Sergio Ramelli è un esempio che ci ricorda quanto possa degenerare il dibattito politico”.
Ha poi richiamato il tema del confronto democratico: “Il dibattito tra avversari è lecito, ma non può mai sfociare nella violenza”.
L’intitolazione si inserisce nel quadro delle iniziative promosse a livello nazionale in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Ramelli. Con questa decisione, Ferrara si aggiunge ad altre città italiane che hanno dedicato luoghi pubblici alla sua memoria.