Economia e Lavoro
14 Aprile 2026
All’assemblea il rinnovo degli organi della Federazione che riunisce 149 cooperative, oltre 9.000 soci e quasi 1.900 occupati. Cenci: “Welfare culturale come nuovo asset strategico”

Otello Cenci nuovo presidente Cultura Turismo Sport di Confcooperative Emilia Romagna

di Redazione | 4 min

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Otello Cenci è il nuovo presidente della Federazione Cultura Turismo Sport di Confcooperative Emilia Romagna. L’elezione è avvenuta al termine dell’assemblea regionale svoltasi questa mattina al Palazzo della Cooperazione di Bologna, momento di confronto sui cambiamenti in atto e sulle prospettive future nel quadro dell’economia sociale.
“Desidero innanzitutto ringraziare per la fiducia e per la responsabilità che mi viene affidata in questo momento importante per la Federazione. Si apre una fase nuova, che rappresenta una grande opportunità per mettere in connessione esperienze, competenze e relazioni già presenti nelle nostre cooperative”, ha dichiarato Cenci.
Confcooperative Cultura Turismo Sport Emilia Romagna è la Federazione che rappresenta e coordina le cooperative attive nella produzione culturale, nell’offerta turistica e nelle attività sportive, promuovendo sviluppo, innovazione e progettualità condivise all’interno del sistema cooperativo regionale. Una realtà articolata e diffusa sul territorio, con 149 cooperative aderenti, 9.125 soci e 1.869 occupati, per un valore complessivo della produzione che supera i 128 milioni di euro: un sistema che esprime competenze e progettualità diversificate, contribuendo in modo significativo alla vitalità economica e sociale delle comunità locali.
Otello Cenci, riminese classe 1971 (55 anni), è regista, autore e direttore creativo, nonché presidente della cooperativa Made Officina Creativa, realtà con sede a Rimini e attiva nella progettazione e produzione culturale, teatrale e audiovisiva. Da anni opera all’interno del sistema cooperativo aderendo a Confcooperative e partecipando alle attività della Federazione, contribuendo allo sviluppo di progettualità legate anche al welfare culturale. Nel suo percorso ha ideato e diretto spettacoli teatrali, eventi e produzioni audiovisive, con una particolare attenzione al rapporto tra arte, territorio e comunità. Dal 1998 è inoltre direttore e responsabile Spettacoli del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, uno dei principali appuntamenti culturali a livello nazionale.
“L’impegno che intendo portare avanti è semplice e concreto: lavorare insieme, valorizzando le persone che sono disponibili e interessate a farlo. Credo che la specificità della cooperazione stia proprio nel valore delle persone, prima ancora delle cooperative stesse e certamente prima di ogni logica puramente economica – ha aggiunto Cenci -. In questo percorso, il welfare culturale rappresenta un ambito strategico: l’attività della Federazione può diventare uno strumento reale di benessere, inclusione e sviluppo dei territori, un terreno comune su cui unire energie e visioni diverse”.
L’assemblea, dal titolo “Interpretare il cambiamento. Scenari futuri per cultura turismo e sport nel paradigma dell’economia sociale”, è stata aperta dal saluto del presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza e dalla relazione della presidente uscente della Federazione Chiara Laghi, che ha guidato l’organizzazione negli ultimi due mandati.
“In otto anni abbiamo attraversato fasi storiche che hanno fatto emergere con chiarezza quanto questi settori siano fondamentali per il benessere delle persone, per la qualità della vita e la capacità di pensiero – ha dichiarato Laghi –. Cultura, turismo e sport contribuiscono in maniera determinante a rendere più ricca e significativa l’esperienza delle comunità, condividendo un minimo comune denominatore: quello di produrre valore e significato. La nostra Federazione oggi è sempre più chiamata a interpretare i cambiamenti in atto, promuovendo il modello cooperativo che anche in questi ambiti può rappresentare una risposta concreta ai numerosi bisogni presenti, a partire da quello di aggregare soggetti e fare rete”.
Nel corso della mattinata, gli interventi di Pierlorenzo Rossi, direttore generale di Confcooperative Emilia Romagna, Paolo Venturi, direttore di AICCON Research Center, e Luca Mortara, consulente senior di VVA Business Consulting, hanno offerto chiavi di lettura complementari sui cambiamenti in atto, richiamando il ruolo sempre più centrale dell’economia sociale nel rispondere a trasformazioni profonde. In un contesto complesso e in continua evoluzione, è emersa con forza la funzione delle cooperative della Federazione come infrastrutture capaci di tenere insieme comunità, generare valore diffuso, economico ma soprattutto sociale e culturale, e contribuire alla costruzione di modelli di sviluppo più sostenibili e inclusivi, con occhio di riguardo per l’integenerazionalità, configurandosi così come presidi territoriali insostituibili.
“La Federazione rappresenta un pilastro fondamentale all’interno del sistema di Confcooperative Emilia Romagna, capace di tenere insieme esperienze diverse e di valorizzarne il contributo in una logica di rete – ha dichiarato il presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza –. Gli ambiti in cui operano queste cooperative costituiscono una componente essenziale della qualità della vita delle comunità e dello sviluppo dei territori, prima di tutto con la funzione di centri di aggregazione. In questa fase, più che mai, diventa necessario accompagnare percorsi di crescita che rafforzino la capacità di queste realtà di collaborare, innovare e generare impatto nei contesti in cui operano”
A concludere i lavori è stata la presidente nazionale della Federazione Cultura Turismo Sport, Irene Bongiovanni.
“La nostra distintività in questi settori sta nell’essere imprese mutualistiche – ha sottolineato la presidente nazionale -. In questi anni abbiamo costruito alleanze strategiche con diversi soggetti, che ci hanno consentito di dare sempre più concretezza al nostro agire: un percorso che va rafforzato, nella consapevolezza che questi settori incidono profondamente sul benessere delle persone. In particolare, per l’ambito culturale e creativo esistono oggi le condizioni per una crescita significativa, capace di fare di questi ambiti una leva sempre più rilevante per uno sviluppo sostenibile”.
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